Accadde oggi: 18 giugno 1982

Roberto Calvi
Cultura 18 Giugno 2012

Il 18 giugno 1982, trent’anni fa, veniva ritrovato impiccato sotto al ponte dei Frati Neri a Londra, il banchiere Roberto Calvi. Protagonista di una vicenda ancora oggi oscura della storia italiana, Calvi era nato a Milano nel 1920 e nel 1947 entrò al Banco Ambrosiano, banca privata strettamente legata all'Istituto per le Opere di Religione (IOR), la banca vaticana. Da quel momento iniziò una serie di rapidi avanzamenti di carriera, fino a divenire direttore generale nel 1971, vicepresidente (1974) e infine presidente nel 1975, carica quest'ultima tramite la quale riuscì ad avviare una serie di speculazioni finanziarie per lanciare il Banco Ambrosiano nella grande finanza internazionale. Fondamentali, a questo scopo, le amicizie con membri della loggia massonica deviata P2 (di cui in seguito fece parte) e i rapporti con esponenti del mondo degli affari, della mafia e della politica (sia italiana sia di diversi paesi latino-americani).

Nel 1968 conobbe Michele Sindona divenendone socio in affari; nel 1975 Sindona gli presentò Licio Gelli e Calvi entrò nella loggia P2 il 23 agosto di quell'anno. In poco tempo divenne uno dei finanzieri più aggressivi. A partire dal 1977, però, il Banco Ambrosiano entrò in crisi, soprattutto di liquidità, che risolse ricevendo finanziamenti dalla BNL e dall'ENI per circa 150 milioni di dollari, mentre una seconda crisi di liquidità nel 1980 fu risolta grazie a un nuovo finanziamento dell'ENI di 50 milioni di dollari, per ottenere i quali Calvi, come risulta dagli atti processuali, pagò tangenti a Claudio Martelli e Bettino Craxi. Il "castello di carte" dell'Ambrosiano crollò nel 1981 con la scoperta della loggia P2 che lo proteggeva: Calvi, rimasto senza protezioni ad affrontare lo scandalo, cercò l'intervento del Vaticano e dello IOR, ma poco meno di due mesi dopo, il 21 maggio, venne arrestato per reati valutari, processato e condannato. In attesa del processo di appello, Calvi fu messo in libertà provvisoria, tornando a presiedere il Banco.

Nel tentativo di trovare fondi per il salvataggio dei conti, strinse rapporti con Flavio Carboni, un finanziere sardo legato ad ambienti politici e malavitosi romani come la Banda della Magliana. La situazione comunque precipitò e Calvi e Carboni cercarono ancora l'intervento dello IOR, che rifiutò di fornire aiuto di fronte ai numerosi fatti criminosi che via via emergevano. L’epilogo: il 9 giugno 1982 Calvi si allontanò da Milano e dopo varie tappe europee, giunse a Londra il 15 giugno. Tre giorni dopo il ritrovamento del cadavere sotto al ponte dei Frati Neri. Per la giustizia britannica si trattò di suicidio, ma restarono molti dubbi sulla fine del banchiere.

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