Cancellieri: "Mai sollecitata scarcerazione di Giulia Ligresti"

Cancellieri, Senato
Attualità 05 Novembre 2013

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri è intervenuta oggi, prima al Senato e poi alla Camera, per ricostruire la vicenda della telefonata per rimettere in libertà Giulia Ligresti. "In questi giorni sono stati posti diversi interrogativi sul mio operato da ministro della Giustizia - ha detto - a cui se ne sono aggiunti altri dal punto di vista professionale e personale. Fornirò dunque una ricostruzione precisa" dei fatti, per consentire a tutti di avere "un'opinione obiettiva" su quanto accaduto.

Prima il Guardasigilli era intervenuta al Senato: "Non ho mai sollecitato nei confronti di organi competenti la scarcerazione di Giulia Ligresti e non ho mai indotto altri ad agire in tal senso", ha detto il ministro nel suo intervento in Aula. "La scarcerazione di Giulia Ligresti non è avvenuta a seguito o per effetto di una mia ingerenza, ma per indipendente decisione della magistratura torinese", ha spiegato il Guardasigilli. "E' vero non tutti i detenuti hanno possibilità di avere diretto contatto" con il ministro della giustizia e "nessuno più di me avverte questa disparità di condizioni", ha aggiunto durante la sua audizione al Senato riferendosi ai suoi contatti con i familiari di Giulia Ligresti. "E' difficile essere vicina a tutti", ha aggiunto Cancellieri.Nella telefonata con Gabriella Fragni "esprimevo un sentimento di vicinanza e mi rendo conto che qualche espressione possa aver ingenerato dubbi, mi dispiace e mi rammarico di avere fatto prevalere i miei sentimenti sul distacco che il ruolo del ministro mi dovevano imporre", ma "mai ho derogato dal mio dovere", ha detto Annamaria Cancellieri.

"Considero la fiducia del Parlamento decisiva per il prosieguo del mio mandato": se, dunque, "capisco che è venuta meno o si è incrinata la stima istituzionale su cui deve fondarsi il mandato ministeriale", allora "non voglio essere d'intralcio e pertanto non esiterò a fare un passo indietro".

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