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Miss, mia cara Miss | Gubbio e Miss Italia, riflessioni e perplessità

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Di concorsi di bellezza e forzati link con l’economia locale, di piazze col potenziale e di aspiranti Miss che almeno ci faranno passare tre ore in pace, distraendoci dalle brutture del mondo.

Quella di stamattina è stata la seconda conferenza stampa indetta dall’Amministrazione a tema Miss Italia e viene il dubbio che, dietro alla scusa di illustrare i dettagli della finale regionale di domenica sera, ci fosse più che altro la voglia di rispondere alle riflessioni avanzate negli ultimi giorni non solo dalla politica ma anche dai cittadini, rispetto a una manifestazione accusata di essere un po’, per così dire, fuori dal tempo.

Un dubbio simile appare più che legittimo, tenuto conto del fatto che di dettagli ne abbiamo saputi pochi – si inizia alle 21 ma già alle 19 ci saranno degli stand per le degustazioni, avremo l’immancabile sfilata in costume da bagno ma col pareo (oh, mi raccomando, col pareo. Non vogliamo mica far incazzare le femministe).

Per il resto, si è voluto ribadire che la manifestazione arriva come ciliegina sulla torta rispetto a un lavoro di rilancio del settore tessile e manifatturiero eugubino. Ma la domanda rimane: in che senso?

Abbiamo chiesto all’assessora Micaela Parlagreco se e in quale modo si tradurrà a livello pratico questo nesso: “L’obiettivo è quello di una serata durante la quale si respiri l’alta moda. Le aziende locali parteciperanno, alcune hanno messo a disposizione capi per le sfilate. Un altro obiettivo è poi quello di instillare nei giovani la curiosità per questo settore”.
Parlagreco ha poi aggiunto che i vari sponsor cittadini che si sono messi a disposizione, così come le attività che insistono nel centro di Gubbio, trarranno beneficio dalla manifestazione.

Questo è quanto.
La sensazione è che si cerchi di placare la sete col gelato: come aiuto l’economia cittadina a riprendere quota? Con politiche, visioni e interventi a lungo termine? No, creo occasioni singole di movimento, visibilità e lavoro.

L’altro punto sul quale l’Amministrazione ha voluto concentrarsi è quello delle polemiche degli ultimi giorni rispetto alla ragion d’essere del celebre concorso di bellezza.
Il vicesindaco Francesco Gagliardi ha ribadito più volte che si tratta di ragionamenti da “sinistra con la puzzetta sotto al naso”, perché Miss Italia “non rappresenta in alcun modo la mercificazione del corpo femminile”.
E’ surreale trovarsi ancora a discutere di cosa sia di destra e cosa sia di sinistra, nel 2025, quando dovrebbe risultare ormai banale interrogarsi sull’opportunità o meno di suonare le campane con spirito assolutamente acritico per manifestazioni ed eventi che, letteralmente, consistono nell’esibizione ed esposizione di corpi femminili, nella loro comparazione e nella successiva valutazione per grado di bellezza e adeguatezza.

L’Amministrazione risponde alle critiche puntando sul dire che non solo un concorso di bellezza non mercifica la donna ma, anzi, rappresenta una libera scelta di emancipazione ma a essere stantio è questo stesso concetto, quanto più vecchio e maschilista possibile: convincere le donne che sono davvero libere proprio perché possono esibirsi.

Paolo Costantini, per l’organizzazione di Miss Italia, ci mette il carico quando dice che “agli accadimenti a livello mondiale, per carità, dobbiamo prestare attenzione ma almeno domenica passeremo tre ore respirando leggerezza e bellezza”.
Un po’ come la televisione berlusconiana degli anni ’90, primi duemila, con le cosce di distrazione di massa che almeno restituivano un po’ di spensieratezza al popolo (maschile, guarda caso).
A fine conferenza si accenna anche all’ideologia woke, di sfuggita, perché evidentemente è inspiegabile come mai nel 2025 qualcuno osi dire “ancora…?” di fronte a spettacoli che consistono nello scegliere la più bella fra una ventina di ragazze.

Non si tratta di demolire la storia di una manifestazione che indubbiamente ha fatto parte della cultura popolare italiana ma ci sarà un motivo se le televisioni dal 2020 avevano smesso di trasmettere anche solo la serata finale di Miss Italia.
Quello che è stato il trampolino di lancio di attrici, soubrette, presentatrici televisive e altre brave professioniste del mondo dello spettacolo ha pian piano perso smalto. Il concorso è arrivato a cercare in ogni modo di tutelare la dignità del format anche a costo di ledere quella delle concorrenti, chiedendo loro di esibire anche interessi culturali e intellettuali e mettendole in condizione di dover esagerare ed esasperare. Con risultati peraltro disastrosi e gaffe rimaste nella memoria dei telespettatori e in quella dei video in circolazione sul web.

Circola voce che, a parte il disinteresse delle TV nazionali, neanche le altre località umbre si siano mostrate particolarmente interessate all’evento, non facendo particolare concorrenza alla città di pietra. Sia l’assessore Parlagreco che il vicesindaco Gagliardi specificano, invece, che l’organizzazione dell’evento a Gubbio è stata fatta all’ultimo momento proprio perché “è stato necessario battagliare” per accaparrarsi la finale regionale di Miss Italia.

Si poteva semplicemente accogliere Miss Italia a Gubbio sia per quello che è, sia come un evento qualsiasi, un evento benvenuto in città perché sacrosanta è la pluralità delle iniziative, che devono spaziare dal culturale al popolare, e invece si chiede di suonare le campane per un’iniziativa che l’Amministrazione stessa forse non sa bene come rendere accattivante, affannandosi a cercare di collegarla in qualche maniera all’alta moda, alla formazione scolastica e alla manifattura locale.

Infine, una riflessione sulla scelta di ospitare la finale regionale del concorso di bellezza in Piazza 40 Martiri. La nuova piazza del Mercato è stata apostrofata un po’ in ogni modo, dalla politica locale e dai cittadini, definita persino brutta. Su quest’ultimo punto non si era detto d’accordo neanche il sindaco Vittorio Fiorucci, che ammise come sarebbe stato difficile renderla più brutta di come fosse fino a un anno fa, ridotta a un colabrodo di asfalto danneggiato. Tuttavia, l’assessore Parlagreco ci tiene a sottolineare come sarebbe stato più facile scegliere Piazza Grande come location per la serata di Miss Italia, anche tenuto conto della presenza di un palco già montato per il DOC Fest, eppure l’Amministrazione ha “voluto fortemente che la manifestazione possa svolgersi in piazza 40 Martiri che verrà e dovrà essere restituita alla vita cittadina con tutto il suo potenziale”.
La piazza rifatta ha, quindi, un potenziale. Oggi l’Amministrazione lo vede nettamente.
Se “restituire alla vita cittadina” il Mercato vorrà dire renderlo teatro di eventi o riaprirlo al traffico, tuttavia, ancora non si sa. Abbiamo chiesto ma “vedremo, si sta valutando”.

Che fatica, governare! Che fatica, fare politica! Comporta il fare scelte, che è difficile. E’ più facile barcamenarsi, cercando semplicemente di agire scontentando meno persone (elettori?) possibili.

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