Corsi e ricorsi storici: “Questo cesso! Cesso di nome e di fatto!”, l’iconica frase dell’avvocato Gini È sempre attuale.
Ci sono pochissime certezze nella vita, una di questa è il bisogno di fare pipì. Nessuno può scappare da questi appuntamenti quotidiani, nessuno. Ovunque si sia. Anche quando si va in vacanza, anche durante una gita fuori porta, anche durante una breve passeggiata tra le vie della propria città.
Scorri in basso per la fotogallery, una panoramica sui bagni pubblici eugubini.

Ora, pensiamo ai bagni di Tokyo diventati famosi grazie al film di Wim Wenders “Perfect days”, stilosissimi e gratuiti (perché ad altre latitudini la cultura e il senso civico son ben diversi): il design ed il sevizio offerto sono motivi di vanto per costruire reputazione e per garantire la qualità della vita.
In Italia, e non solo, sarebbe impensabile metterli in bella vista e sperare di trovarli intonsi: i nostri bagni pubblici non custoditi durano da Natale a Santo Stefano, vengono vandalizzati, sono sporchi, maleodoranti, non c’è la cura dell’estetica e non ci sono pulizia e manutenzione adeguate.
Ecco perché la pipì è diventata un vero e proprio business: metti la monetina, si aprono le porte, usufruisci di bagni igienizzati e abbastanza manutenuti e, se ti va di lusso, anche di una qualche forma di controllo.
Si chiama “investimento”. Pubblico e/o privato.



Diciamoci la verità, quando “ci scappa” dove è che andremmo volentieri? In un bagno pubblico incustodito, degradato e puzzolente, in un bagno pubblico pulito e decoroso per 50 centesimi, nel primo bar che si spera di trovare? Chi non spenderebbe 50 centesimi per fare pipì in pace? Anche 1 euro. La monetina meglio spesa! A fronte, ovviamente, di un servizio che sappia essere di qualità.


Gubbio è il paese e tutto il mondo. Potrebbe anche essere arrivato il momento che si investa in un’ottica imprenditoriale su questo fronte? Spirito d’imprenditorialità saltami addosso: magari ci sono finanziamenti e bandi ai quali un privato può accedere, da solo o in partenariato con l’ente pubblico, per riqualificare il piano urbano sotto le voci di servizi alla persona, infrastrutture di prossimità, rigenerazione urbana, turismo sostenibile. Magari può attivarsi l’ente pubblico in solitaria. Magari si può attivare la società di multiservizi già esistente.



Ma evidentemente non è affatto così semplice come si pensa (si sa che dal divano di casa siamo tutti allenatori della nazionale). Il sospetto quindi è che ci si stia lavorando da lustri e lustri e che sia un progetto veramente inarrivabile per le casse e per la situazione specifica di Gubbio; fa da paio la conclusione che tantissimi eugubini non abbiano mai trovato la quadra per inventarsi un lavoro che passi dalla pipì e che eviti il trasferimento in altri lidi. Forse perché non stati trovati o messi a disposizione spazi strategici, forse perché l’iter burocratico è da impazzire, forse perché il business-plan non ha ottenuto l’ok di banche o bandi, forse perché, perché, perché… Boh!



Ci sono, sicuramente ci sono, moltissime motivazioni e una lunghissima storia di tentativi, pubblici e privati, falliti, che ci inchiodano alla situazione attuale. Le foto delle toilette del Seminario parlano da sole, quelle del recente passato di piazza san Giovanni hanno sempre raccontato di atti di vandalismo che oggi comportano la chiusura fisica del servizio; per ora si salva il piccolo bagno di via XX settembre. Il sotto testo all’evidenza sembra dire “ci stiamo provando da sempre e niente, non “è possibboli”. Ancora bloccati all’iconica lettura fatta dall’avvocato Giorgio Gini nello stand-up accanto ai bagni del parcheggio di piazza 40 Martiri: “questo cesso, cesso di nome e di fatto!”.



Incredibile. Cioè, resta difficile credere che anche a Gubbio non scorrano fiumi e fiumi di pipì (come anche kg e kg di cacca!), risulta inverosimile che passeggiando per il centro storico di Gubbio gli eugubini, le gite scolastiche, i turisti, i gruppi organizzati siano tutti colpiti da un acuto blocco renale e che la nostra città abbia la calamita solo ed esclusivamente per tutti gli stitici del mondo. Anche i bambini piccoli e piccolissimi che riescono a fronteggiare quello che uno spot tv descrive con “caccastofre e pipifragio” si fanno portare a Gubbio.
Incredibile.
I bisogni fisiologici sono e saranno sempre un business: poca spesa massima resa. Basta creare e mantenere nel tempo l’infrastruttura perché poi, la materia prima è gratis e garantita.
Un bel bagno è per sempre! E magari Wim Wenders sta pensando ad un sequel.

