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Maledette – benedette pale eoliche

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Il 13 marzo scorso sono scaduti i termini per presentare osservazioni ai progetti di nuovi parchi eolici nel territorio eugubino.

Come ormai noto, si tratta di interventi di dimensioni rilevanti: gli aerogeneratori previsti raggiungono i 120 metri di altezza al mozzo e fino a circa 200 metri con l’estensione massima delle pale, un’altezza pari a circa il doppio dell’impianto di Castiglione Aldobrando messo in funzione nell’estate 2024. È del tutto evidente che strutture di questa portata sono destinate a sovrastare i crinali tra Petazzano e Mocaiana (per “Gubbio Nord” e “La Contessa”) e quelli tra Mengara e Montanaldo (per “Gubbio Sud”), modificando in modo significativo il profilo paesaggistico del territorio e rendendosi nettamente visibili anche dal centro abitato e da tutta la pianura eugubina. Problemi certamente non di minori dimensioni all’ambiente e al paesaggio rischiano di crearli i lavori per consentire di installare gli impianti: le pale lunghe circa 80 metri e in pezzi unici devono essere trasportate fin sui crinali e quindi è necessario costruire strade ex novo per permettere il passaggio dei mezzi. Infine le piattaforme di cemento che sorreggono tali strutture hanno dimensioni notevoli di decine e decine di metri cubi.

Le società che hanno richiesto l’autorizzazione per gli impianti sono sussidiarie di grandi gruppi multinazionali con sede negli Stati Uniti e in Israele: Primavera Resources Italy Srl, controllata da GE Vernova (per il progetto denominato “La Contessa”) e Edurne Green Srl, controllata da Enlight Renewable Energy (progetti “Gubbio Nord” e “Gubbio Sud”).

“Il Governo Meloni – scrive in un comunicato Gubbio città futura – ha scelto di accentrare le decisioni in materia energetica, semplificando le procedure e riducendo di fatto il ruolo di Regioni e Comuni nella pianificazione e nella concertazione con i territori. Il raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica viene così affidato in larga misura all’iniziativa di grandi operatori privati, anche multinazionali, mentre le comunità locali rischiano di restare marginali rispetto a scelte che incidono direttamente sul loro paesaggio e sul loro futuro”.

È quindi evidente che ci si deve muovere al più presto per evitare di trovarsi poi con le mani legate. Il territorio eugubino che già è attraversato per decine di chilometri dal gasdotto (i lavori di scavo e posa dei tubi sono già in corso), sopporta due cementifici da decenni, ora potrebbe vedersi sovrastato da impianti eolici certamente sovradimensionati per l’altezza dei rilievi che circondano per intero la conca. Lo sfruttamento dell’energia prodotta avrebbe una scarsa o nulla ricaduta sul territorio, al contrario di quanto accade invece per le due pale eoliche di Monte Cerrone e di Castiglione. È vero che il vento non ha proprietari, ma almeno che i disagi effettivi e visivi possano avere una ricaduta sul territorio è lecito pretenderlo.

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale è stato approvato a maggioranza (con voti contrari di Rocco e Luigi Girlanda e l’astensione di Diego Guerrini) un referendum consultivo cittadino. Il consiglio comunale e quello regionale non hanno alcun potere sulla Valutazione di Impatto Ambientale, ma il risultato del referendum potrebbe spingere l’amministrazione comunale a modificare regolamenti a tutela di altri progetti simili che possano essere presentati in futuro.

Il progetto eugubino è parte di uno più grande che coinvolge un lungo tratto della dorsale appenninica umbro-marchigiana. Nell’area tra Gualdo Tadino, Nocera Umbra e Foligno è nato nel 2024 il comitato “Un’altra idea per l’Appennino” con l’obiettivo di contrastare la realizzazione di impianti eolici industriali di grandi dimensioni sui crinali appenninici. Nei mesi scorsi sono state avviate due petizioni che hanno raccolto complessivamente quasi settemila firme, coinvolgendo i cittadini di Foligno, Trevi, Sellano, Valtopina, Nocera Umbra e Gualdo Tadino. Gubbio non può andare da sola, perché non otterrebbe nulla e deve unirsi agli altri comuni umbri interessati da progetti simili.

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