Potrebbe ancora sfruttare la dote di centinaia di alberi da zollare per nuove aree verdi in città e nel territorio? Ripercorriamo la storia degli ultimi 20 anni.
di Elisa Neri e Gianluca Sannipoli
La storia del vivaio nella vastissima area di Torraccia è lunga, per molti lustri positiva ma, ormai da decennio, travagliata e dolorosa; la svolta potrebbe essere dietro l’angolo e non manca curiosità per il prossimo futuro.
Sono all’asta pubblica i 67.300,49 metri quadrati tornati interamente di proprietà del Comune di Gubbio che ora spera di introitare, a base d’asta, almeno 880 mila euro; il prossimo 7 maggio si terrà l’asta pubblica presso gli uffici dell’Ente in via Sperelli e si conoscerà la nuova storia di questo spicchio di territorio.

Chissà se l’imprenditore Giorgio Monacelli, che nel 2021 sembra avesse manifestato l’interesse per insediare un’attività produttiva, sia ancora interessato tanto da partecipare all’asta o se altri imprenditori parteciperanno, per dare vita a chissà quale nuova riqualificazione; sicuramente l’attivazione della cabina di regia comunale per accedere ai benefici fiscali e burocratici delle ZES [Clicca qui per leggere l’articolo di Media Video News sulle ZES] può rappresentare una spinta significativa e forse decisiva per la riqualificazione dell’area, o almeno di una porzione.

LA SITUAZIONE ATTUALE
Ad oggi UmbraFlor sta provvedendo alla sistemazione dell’area per riconsegnarla al Comune nelle condizioni iniziali e, anzi, migliorate.
È il nuovo Amministratore unico Paolo Fratini, nominato da pochissimi mesi, a spiegarci a cosa stanno lavorando: “Stiamo provvedendo, a nostre spese, a liberare l’area da macchinari e residui delle attività del passato: entro fine 2026 abbiamo garantito che tutto il materiale sarà rimosso, smaltito o recuperato appoggiandoci agli specifici centri di Pistoia. Siamo già all’opera e la tabella di marcia è chiara e ben pianificata”.
Nella relazione di gennaio 2026 infatti anche il geometra Paolo Piergentili, incaricato dal Comune della valutazione economica dell’area, scrive: “L’ex vivaio appare inutilizzato da lungo tempo, in evidente stato di abbandono, con vegetazione incolta diffusa, presenza di materiali in disfacimento e rifiuti di varia natura”. Il richiamo è ai piccoli contenitori in plastica che accoglievano le piantine prima della piantumazione, rimasti in loco perché nel tempo l’attività di routine di pulizia aveva subìto uno stop. Entro la fine dell’anno, però, tutto sarà completamente ripulito e svuotato, pronto per entrare nella disponibilità di un eventuale nuovo proprietario.
Clicca qui per leggere la relazione tecnica del geometra Piergentili
Ma gli aspetti significativi sono altri che danno la cifra della dote che la Regione Umbria, attraverso gli investimenti diretti e il lavoro di UmbraFlor, lascia sia al Comune sia al nuovo proprietario.
Clicca qui per le schede tecniche degli immobili messi all’asta dal Comune di Gubbio.
“Lasciamo l’area fortemente valorizzata – spiega ancora Fratini – perché nei lunghi anni di gestione abbiamo provveduto ad installare capannoni, due serre, una centrale termica come a creare un bacino naturale per l’irrigazione. Migliorie e veri e propri elementi che aumentano di molto il valore e la spendibilità dell’area.

E non solo per questo: lasciamo centinaia di piante che, volendo, possono ancora essere zollate e ripiantate in altri territori”.
E ALLORA PERCHE’ NON…
Alla luce di quanto spiegato dall’amministratore unico di UmbraFlor viene spontaneo sperare in una mossa strategica da parte del Comune: sfruttare al meglio il patrimonio arboreo che l’ente regionale ha lasciato in dono all’ente eugubino.
Un patrimonio inestimabile, soprattutto per il valore naturale, ma anche in termini economici.
Ci sono infatti centinaia di piante che sono, a tutti gli effetti, ancora di proprietà del Comune: abeti, pini, allori, ginepri, alberi da frutto, querce e chissà cosa in più.
Quante aree verdi potrebbero essere riqualificate, rinverdite e ripiantumate nel vastissimo territorio comunale, all’unico costo delle opere di zollatura e ricollocamento!

È da capire se nelle clausole di vendita l’ente può prendersi ancora almeno un anno di tempo per provvedere a questa operazione: gli alberi piantati a terra possono essere zollati solo nei periodi di stasi, quindi dall’autunno a marzo, all’incirca. E intanto lavorare ad una mappatura per l’individuazione delle aree sulle quali intervenire.
LA STORIA DEGLI ULTIMI 20 ANNI attraverso alcuni passaggi
Già dalla fine degli anni ’70 il vivaio era un vanto per la produzione di piantine forestali, sito in molti ettari: gli attuali 67 sul lato destro di via Schifani, la strada principale che scende verso valle, ma anche quelli sul lato sinistro.
Era l’Azienda Forestale Regionale ad avere in gestione i terreni e poi, dal 2001,la trasformata e rinominata UmbraFlor.
Bisognerebbe in qualche maniera sottolineare il fatto che per ospitare uffici e custode venne costruito un nuovo edificio (quello che fa parte dell’asta di oggi) invece di ristrutturare e valorizzare l’antica casa colonica (erano poderi della Congregazione di Carità), in seguito venduta all’asta separatamente (2004), tuttora di proprietà privata e ridotta a rudere col tetto ormai completamente crollato.
Nell’area a sinistra dell’arteria (guardando Gubbio), in un edificio costruito tra gli anni Settanta e Ottanta, viveva il custode che controllava così gli spazi aperti al pubblico mentre dall’ altro lato della strada (alle spalle della originaria casa colonica oggi purtroppo ridotta a rudere) molti dipendenti si occupavano della produzione e della coltivazione delle piante forestali. Col tempo la destinazione di alcuni ettari cambia e si trasforma mentre, nel luglio 2009, per gli altri viene rinnovato il contratto di locazione alla Regione dell’Umbria, per 20 anni.
Come spiegò l’assessore regionale Roberto Morroni nel settembre 2021 in risposta ad un’interrogazione [Testo integrale in calce all’articolo]: “Nei primi anni 2000 fu operata un’importante ristrutturazione aziendale e furono fatti notevoli investimenti in termini di impianti e di attrezzature per il rilancio del vivaio che cominciò a generare risultati economici positivi… Però, già nel 2007, anche per gli effetti della crisi economica globale, tornò in sofferenza. Gli investimenti non furono più sostenuti con l’iniziale convinzione. Nel 2012, macchinari strategici per vivaistica forestale furono trasferiti nella sede di Spello e proseguì con maggiore incisività la politica di razionalizzazione delle risorse umane. Progressivamente si registrò un decadimento nella manutenzione del sito, degli impianti, delle attrezzature e delle infrastrutture, con conseguenti ricadute negative nella produzione e nel ritorno economico”.
Negli anni amministratori e politici aveva chiesto e sollecitato interventi e cambi di rotta, alla luce della situazione sempre più farraginosa e stagnante.
Già nel 2011 l’allora consigliere regionale del PD eugubino Andrea Smacchi scriveva: “Il Comune di Gubbio ha più volte manifestato la necessità di poter disporre del complesso vivaistico ‘La Torraccia’, per destinarlo ad attività di proprio interesse, senza però mai approfondire concretamente i termini di tale volontà…anche il Cda di UmbraFlor s.r.l. ha manifestato, in più occasioni, la disponibilità a lasciare libere, in un lasso di tempo sufficiente (massimo tre anni) per vendere tutte le piante presenti in vivaio, le strutture per concentrare le attività vivaistiche sulla struttura di Spello. Considerato che in data 31 dicembre 2011 è prevista la cessione delle quote di UmbraFlor s.r.l detenute dalla Regione, si rende necessario l’avvio di un confronto, fra Regione Umbria e Comune di Gubbio, per approfondire la questione e cercare di avviare un percorso in grado di ripensare il futuro dell’intera area. In tale contesto, affinché le reciproche esigenze possano giungere ad una proficua sintesi, è necessario che si creino almeno due condizioni fondamentali: Il Comune di Gubbio definisca la futura destinazione dei terreni e degli immobili ed insieme alla Regione verificare la possibilità di rivedere la durata del canone di affitto; inoltre trovare sbocchi occupazionali per le maestranze, legati o meno alla destinazione degli immobili, che non vadano a penalizzare il mantenimento degli attuali livelli di sostentamento delle famiglie”.
Nel 2021 era stata la volta dell’interrogazioni della Lega a firma di Valerio Mancini in Consiglio regionale, con la risposta dell’assessore Morroni. Mancini scriveva: “Nel 2014 la società è stata trasformata in Ente Pubblico Economico, ma da oltre 10 anni il vivaio eugubino, nel silenzio assordante e immobilismo totale del Comune di Gubbio, è oggetto di progressivo declino”.
Nel 2021 si era anche fatto avanti l’imprenditore Giorgio Monacelli della Monacelli Italy, interessato a parte di quell’area per un investimento imprenditoriale in materia di cosmesi, natura, salute e bellezza.
Nel 2022 la questione arriva in consiglio comunale su sollecitazione dei consiglieri della Lega Baldinelli, Carini e Venturi che sottolineavano anche la presenza di cumuli di rifiuti.
A febbraio 2024 arriva finalmente la svolta in consiglio comunale con la mozione urgente per chiedere la risoluzione anticipata del contratto di locazione. Il mancato rispetto di alcuni obblighi contrattuali come il mancato utilizzo dell’area per la mission di valorizzare e migliorare la produzione sui mercati delle risorse agrovivaistiche umbre una delle leve principali; accanto a queste il degrado comprovato e verificato dai tecnici durante i sopralluoghi.
A fine 2025 si sanciscela risoluzione anticipata del contratto tra Comune e Regione e, di conseguenza, l’uscita di scena di UmbraFlor.
E ora l’asta pubblica prevista per maggio 2026.
LE PAROLE DI ROBERTO MORRONI NEL 2021
Settembre 2021 | L’assessore regionale Roberto Morroni (assessore all’Agricoltura e all’Ambiente) – da pagina 12:
“Grazie, Presidente. Consigliere Mancini, attualmente Umbraflor, azienda vivaistica della Regione Umbria, è il più grande complesso vivaistico dell’Umbria ed uno dei più importanti d’Italia, impegnato nella promozione del verde e dell’ambiente, con particolare attenzione verso la tutela della biodiversità forestale e delle produzioni locali. Il vivaio forestale La Torraccia, ubicato in frazione San Secondo di Gubbio, che opera anche nella produzione di piantine forestali sin dalla fine degli anni Settanta, costituisce il nucleo iniziale che nel 2001 ha dato vita a UmbraFlor, un sito che dispone di 14 ettari, pari al 5,53% del totale dei terreni aziendali di UmbraFlor. Nei primi anni 2000 fu operata un’importante ristrutturazione aziendale e furono fatti notevoli investimenti in termini di impianti e di attrezzature per il rilancio del vivaio Rubino che, infatti, cominciò a generare risultati economici positivi. Segreteria Generale. Resoconto stenografico n. 48 – Seduta Assemblea legislativa del 28/9/2021 – 13 Palazzo Cesaroni Piazza Italia, 2 – 06121 PERUGIA www.alumbria.it Tel. 075.576.3386 – Fax 075.576.3205 ATTI CONSILIARI XI LEGISLATURA Il vivaio, all’epoca, vantava soluzioni all’avanguardia, che consentivano produzioni importanti. Però, già nel 2007, anche per gli effetti della crisi economica globale, tornò in sofferenza. Gli investimenti non furono più sostenuti con l’iniziale convinzione. Nel 2012, macchinari strategici per vivaistica forestale furono trasferiti nella sede di Spello e proseguì con maggiore incisività la politica di razionalizzazione delle risorse umane. Progressivamente si registrò un decadimento nella manutenzione del sito, degli impianti, delle attrezzature e delle infrastrutture, con conseguenti ricadute negative nella produzione e nel ritorno economico; basti pensare che nell’ultima semina effettuata nel 2019 furono piantate poche migliaia di piante forestali autoctone, negli anni di massima produzione i numeri erano nell’ordine del milione. La scelta chiara dei precedenti amministratori di UmbraFlor è stata quella di investire risorse strategiche nel vivaio principale di Spello, anche grazie al trasferimento dello storico know-how del vivaio Rubino, che è stato negli anni prezioso per sviluppare quelle conoscenze e competenze indispensabili alla propagazione e all’allevamento di piante certificate e brevettate anche presso il vivaio di Spello, le quali tuttora rappresentano alcune delle specializzazioni più importanti per il mercato di riferimento. All’arrivo del nuovo amministratore unico, la situazione produttiva del vivaio Rubino era pertanto gravemente compromessa già da anni, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista produttivo. Le infrastrutture e gli impianti presentano importanti problemi. Il laghetto di irrigazione sostanzialmente è interrato, gli impianti necessari al corretto funzionamento delle serre, indispensabili per raggiungere risultati economici apprezzabili, risultano fuori uso, ivi compresi gli impianti di riscaldamento e di raffrescamento. Riparare e rinnovare gli impianti e riportare la piena operatività alle infrastrutture presenti richiederebbe un investimento tale per cui, data la ridotta capacità produttiva, non si riuscirebbe neanche a garantire l’equilibrio economico in tempi ragionevoli. Il nuovo amministratore ha deciso di mettere l’equilibrio economico in cima alle priorità aziendali e i risultati positivi stanno arrivando rapidamente; sono stati raggiunti anche grazie ad un’oculata razionalizzazione delle spese generate dalle sedi e dai terreni aziendali. L’azienda non si può più permettere di operare in perdita. Chiaramente, rientra in questo quadro anche la gestione del vivaio forestale della Torraccia di Gubbio. Il personale che vi era rimasto operativo è stato destinato ad altre mansioni presso altre sedi, con una particolare attenzione alla conciliazione dei tempi di lavoro in relazione alla nuova sede di assegnazione. Un’unità di personale si è dimessa ed una continua a collaborare all’ordinaria manutenzione del vivaio Gubbio. Non vi sono stati licenziamenti. Al momento, inoltre seguono il vivaio “La Torraccia” due unità di personale, tra le quali un agronomo, per occuparsi, assieme ad alcuni operai avventizi, del recupero e della valorizzazione di particolari specie ivi presenti, con l’obiettivo di realizzare un ricavo entro la fine dell’anno. Dette lavorazioni saranno riprese nel mese di marzo del 2022, sempre con l’obiettivo di una realizzazione nel breve periodo. Segreteria Generale. Resoconto stenografico n. 48 – Seduta Assemblea legislativa del 28/9/2021 – 14 Palazzo Cesaroni Piazza Italia, 2 – 06121 PERUGIA www.alumbria.it Tel. 075.576.3386 – Fax 075.576.3205 ATTI CONSILIARI XI LEGISLATURA In ogni caso, nei terreni del vivaio “La Torraccia” l’azienda ha deciso di mantenere i piantonai esistenti, in attesa della loro futura valorizzazione.”

