Articolo semiserio, perché certe situazioni “fanno ridere ma anche riflettere”.
Leggendo una deliberazione della Giunta Comunale, la numero 63 del 1/4/2026 [Clicca qui per leggere il documento], circa la quinta edizione della manifestazione sportiva “Gubbio città di pietra”, emerge un dato già ben noto: i dialetti sono potentissimi.

Lasciamo perdere la “cappellaccia”, ché magari anche i computer hanno il correttore automatico. Anzi, un momento: sarà mica che il correttore è entrato in azione perché sulla tastiera è stato digitato “capeluccia”? Potrebbe essere. È plausubile, perché due righe sotto troviamo “i stradoni”.
Sorridiamo.

Chissà se il redattore della deliberazione è anche lo stesso del cartello che è comparso sulla porta della (ex) sede di Gubbio Civica, in Corso Garibaldi.
In questo caso c’è una sede che si trasferisce. Da sola. Io me la immagino personificata, piena rasa, come dicono i giovani oggi, che prende il logo sotto braccio e se ne va scuotendo la testa. Tipo Ezio Greggio a Striscia la Notizia col cartello col suo nome, dopo aver ascoltato notizie avvilenti.
Che poi, fa un po’ sorridere anche il fatto che pure coloro che avevano fatto di Corso Garibaldi una battaglia personale, contro la desertificazione, mo se ne so’ annati. Un’altra vetrina buia.
Va be’, sorridiamo.
Comunque, ci sta che, con l’aria che tira, ci sia poco tempo per rileggere i testi. Per fare bene le cose ci vorrebbe un po’ di tranquillità, di calma. Non troppa, però.

