Finalmente si sblocca l’impasse alla scuola di Padule, prigioniera di un cantiere infinito e problematico: la Giunta ha deliberato di indire una nuova gara d’appalto, con atto immediatamente eseguibile per l’urgenza dei tempi.
L’obiettivo è chiudere una vicenda che si trascina da oltre due anni e che ora deve trovare una soluzione rapida per non compromettere l’intero finanziamento Pnrr. L’atto approvato il 15 aprile dà il via libera tecnico al progetto esecutivo dei “lavori di completamento” dell’intervento di adeguamento sismico ed efficientamento energetico della scuola dell’infanzia di Padule, così da poter bandire una nuova gara dopo la rottura definitiva con la precedente impresa appaltatrice.
Per completare l’opera servono ancora 294.171,69 euro, di cui 258.337,90 euro per lavori e sicurezza e il resto per spese tecniche e Iva: in sostanza, sì, mancano ancora poco meno di 300 mila euro per arrivare alla conclusione del cantiere. Nello stesso iter è stato anche affidato l’incarico per la progettazione esecutiva all’ingegnere Gabriele Monacelli di Gubbio, dello Studio tecnico associato “Elementi di ingegneria”, per un importo complessivo di 10 mila euro. La delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile proprio perché il Comune evidenzia l’impellente necessità di riattivare il procedimento e rispettare le milestone del Pnrr, pena il rischio di perdere il finanziamento.

LE TAPPE DI QUESTA VICENDA
La cronistoria dell’appalto è, di fatto, il racconto di un cantiere diventato un caso [Clicca qui per visualizzare il pdf della delibera che ripercorre nel dettaglio tutte le tappe]:
2023 – I lavori vengono affidati in via definitiva nel 2023 alla ditta Petas srl per un importo contrattuale iniziale di 1.311.165,30 euro oltre Iva; il contratto viene afirmato il 17 ottobre 2023 e la consegna dei lavori avviene il 16 novembre dello stesso anno.
2024 – Nel 2024 arriva una prima variante, approvata ad agosto, con nuovo quadro economico contrattuale pari a 1.282.317,49 euro e il 31 dicembre 2024 la direzione lavori dispone la sospensione del cantiere per predisporre una ulteriore variante tecnica.
2025 – IL 2025 è l’anno del blocco totale della situazione. Il nuovo passaggio infatti, approvato il 7 marzo 2025, fa salire l’importo contrattuale a 1.471.191,27 euro. Ma quando l’11 giugno viene ordinata la ripresa dei lavori, il Comune scrive che la ditta, nonostante continui solleciti, non si presenta più in cantiere, accumulando ritardi ritenuti incolmabili, nonostante incontri e rassicurazioni su una chiusura entro novembre.Come se non bastasse, ad agosto 2025, Petas deposita sulla piattaforma ministeriale l’istanza di accesso alla composizione negoziata della crisi d’impresa, passaggio che di fatto fotografava una situazione societaria già molto delicata.
CONTESTAZIONI TECNICHE PER OLTRE 45 MILA EURO
Parallelamente, esplode anche il fronte delle contestazioni tecniche. Il Comune tratteneva già 24.194,97 euro per la posa irregolare del pavimento e delle mattonelle di rivestimento dei bagni.
A questo si aggiungono altre contestazioni inviate a fine ottobre 2025, con richiesta di risarcimento per ulteriori lavorazioni eseguite male o non completate a regola d’arte: circa 18 mila euro oltre Iva per una nuova guaina impermeabilizzante in copertura necessaria a fermare le infiltrazioni ancora presenti, circa 10 mila euro oltre Iva per una nuova tinteggiatura interna danneggiata proprio dalle infiltrazioni, circa 7 mila euro oltre Iva per rifare il tonachino colorato esterno risultato in molte zone di spessore inidoneo e con muffe, circa 5 mila euro oltre Iva per smaltire i materiali di risulta ancora lasciati in cantiere e altri circa 5 mila euro oltre Iva per posizionare lamiere in zinco-titanio alla base delle pareti esterne e sistemare le soglie dei davanzali, così da garantire il corretto deflusso delle acque meteoriche.
In totale, oltre alla trattenuta già effettuata, il Comune quantifica ulteriori danni per circa 45 mila euro oltre Iva. Petas, dalla sua, contesta integralmente gli addebiti, negando responsabilità e prospettando perfino un accertamento tecnico preventivo, ma allo stesso tempo propone di risolvere consensualmente il contratto.
L’amministrazione, alla luce della situazione a dir poco ingarbugliata, prova a trovare una via d’uscita condivisa, anche per evitare di perdere tempo prezioso. L’idea era quella di chiudere in modo concordato il rapporto, lasciando però in capo alla ditta l’ultimazione delle lavorazioni più urgenti e la sistemazione delle coperture, principale causa delle infiltrazioni, entro la scadenza naturale del contratto, slittata al 18 gennaio 2026 proprio per effetto delle sospensioni. Ma anche questo tentativo naufraga. Il cronoprogramma arriva solo il 3 dicembre 2025, la ditta si presenta in cantiere tardivamente e, secondo il Comune, con personale non proprio, senza nuovo Piano operativo di sicurezza e senza autorizzazione del coordinatore per la sicurezza. Poco dopo, il 9 dicembre, Petas invia la documentazione incompleta per il subaffidamento alla ditta SMK srl delle lavorazioni in copertura, ma a quel punto la direzione lavori contesta formalmente l’ennesimo ritardo e la gestione ritenuta superficiale dell’appalto.
2026 – Il 2026 si apre con la proposta, del 23 gennaio, da parte del Responsabile unico del procedimento della risoluzione del contratto in danno per grave inadempimento e il 28 gennaio 2026, con determina dirigenziale n. 110, il Comune procede alla risoluzione unilaterale in danno del contratto con Petas.
L’atto approvato ora dalla Giunta riparte dunque da qui: da un cantiere incompiuto, da un finanziamento Pnrr da salvaguardare e da un nuovo appalto da mandare in gara nel più breve tempo possibile. Il senso della delibera è proprio questo: chiudere una vicenda definita nei fatti allucinante, con anni di ritardi, problemi esecutivi, infiltrazioni, contestazioni economiche e una ditta uscita di scena, per provare finalmente a riconsegnare alla frazione una scuola completata.

