È sotto gli occhi di tutti i passanti e segna una novità assoluta per Gubbio: il primo giardino verticale sta prendendo forma.
Siamo in via dell’Arboreto e nel giro di poche ore è successo qualcosa che non passa inosservato: dove prima c’era una parete, oggi sembra essere spuntato un prato. Verde, vivo, con i primi piccoli fiori che iniziano a farsi strada. Ma non è un prato qualunque: è un prato verticale, una vera e propria “pelle” vegetale applicata a una struttura edilizia.


Un po’ alla rovescia di quanto cantava Celentano “là dove c’era l’erba ora c’è una città” perché ora dove c’è una costruzione c’è un prato.
L’effetto è sorprendente e il colpo d’occhio di chi passa è stato già rapito. Già adesso cattura lo sguardo, ma è facile immaginare cosa diventerà tra qualche mese, quando la vegetazione sarà più fitta e rigogliosa. La primavera farà la sua parte, poi l’estate, e nel giro di una stagione — al massimo un anno — questo angolo di città avrà un volto completamente diverso, più vicino a quelle immagini viste finora solo su riviste o servizi televisivi.

La parola che circola tra chi si ferma a guardare è una sola: finalmente. Finalmente un intervento edilizio contemporaneo che non si limita a costruire, ma prova anche a dialogare con l’ambiente, che riempie senza occupare violentemente lo spazio. Un elemento che non solo riduce l’impatto visivo, ma lo ribalta, trasformandolo in qualcosa di bello, quasi mimetico, capace di integrarsi invece di imporsi. Finalmente un intervento edilizio contemporaneo che è anche un elemento di arredo urbano e, si spera, uno spartiacque culturale.


Il cantiere è ancora in piena attività: operai e giardinieri sono al lavoro e nei prossimi giorni verranno installati altri pannelli modulari. Il quadro, quindi, è ancora in evoluzione.
Nel frattempo, però, una cosa è certa: la curiosità è già scattata. E difficilmente si spegnerà. Anzi, è facile prevedere un continuo via vai di passanti, sguardi e fotografie.
Resta solo da attendere come la variegata opinione pubblica e i social vivranno questa novità, alla luce dei mai sopiti malcontenti su alcune opere edilizie che negli ultimi lustri sono spuntate tra edifici di pubblica fruizione, case di privati, piccoli e grandi aree residenziali.
BENEFICI TERMICI E TUTELA DELL’HABITAT
Quello che comunemente viene definito “verde verticale” non è soltanto un elemento decorativo, ma una vera e propria tecnologia applicata all’edilizia che si basa su sistemi modulari in cui le piante vengono integrate su strutture verticali, facciate di edifici di ogni tipo e di diversissime altezze. Quindi una soluzione sempre più diffusa che unisce estetica, efficienza energetica e sostenibilità, trasformando un intervento edilizio e urbano in un elemento attivo capace di interagire con l’ambiente.
Vediamo alcuni benefici. Dal punto di vista termico, il primo riguarda la regolazione della temperatura, permettendo di ridurre i costi per riscaldamento e rinfrescamento. Nei mesi estivi, la vegetazione agisce come una barriera naturale contro la radiazione solare riuscendo a ridurre il surriscaldamento delle pareti mentre in inverno il sistema funziona limitando la dispersione di calore e proteggendo l’edificio dal vento e dagli sbalzi termici.
Accanto alla componente energetica, il verde verticale incide anche sul microclima urbano. Le superfici vegetali contribuiscono a ridurre l’effetto “isola di calore” abbassando la temperatura percepita e aumentando il livello di umidità dell’aria, anche nello spazio circostante.
Benefici anche per la qualità dell’aria visto che, si sa, le piante assorbono anidride carbonica e trattengono parte delle polveri sottili e degli inquinanti presenti nell’atmosfera e ultimo, ma non per importanza, una vera azione diretta sull’equilibrio della biodiversità per insetti e uccelli: in pratica l’edificio si trasforma in un piccolo ecosistema.
I GIARDINI VERTICALI PIU’ FAMOSI
Il concetto moderno di verde verticale nasce, negli anni ’80, grazie al botanico francese Patrick Blanc, considerato il vero pioniere di questa tecnologia perché sviluppa un sistema senza terra, basato su pannelli verticali irrigati, che permette alle piante di crescere anche su superfici completamente verticali.
Ormai c’è un vero e proprio settore del traveling che organizza e promuove viaggi per vedere con i propri occhi questi nuovi monumenti incredibili, dal Canada e città del Messico, da Bruxell a Parigi, da Singapore a Milano.
Tra i progetti più celebri al mondo non si può non citare:

- il Musée du Quai Branly a Parigi, uno dei primi esempi iconici di facciata vegetale su larga scala a firma Blanc;
- il complesso residenziale Bosco Verticale a Milano, progettato da Stefano Boeri, che ha portato il concetto di verde verticale su edifici abitativi ad alta densità;
- le installazioni e il parco di 110 ettari creato attorno, a Singapore, il Gardens by the Bay: visitatori all’anno che pagano il biglietto anche per vedere i 18 super- alberi che sono veri giardini verticali.


