Seconda puntata dell’inchiesta di Media Video News sui dati Istat che fotografano Gubbio e i suoi cambiamenti demografici. Questa volta, il focus si sposta sulla componente straniera.
Dopo l’analisi della popolazione complessiva [Clicca qui per leggere l’articolo], il focus si sposta sulla componente straniera: oggi in calo, ma presente da tutti e cinque i continenti. Un fenomeno che negli ultimi vent’anni ha prima sostenuto la crescita demografica e poi accompagnato, seppur in misura più contenuta, il calo generale della popolazione. Vedi le tabelle dettagliate su dati Istat e rielaborazioni
Dall’Europa e dall’Africa le comunità più numerose, soprattutto donne
I rilievi Istat iniziano a raccoglier il dato sulla presenza degli stranieri per provenienza dal 2033 anno nel quale a Gubbio erano glia albanesi i più numerosi; oggi invece sono i cittadini del Marocco a superare anche i rumeni. La presenza straniera a Gubbio è infatti articolata e diffusa e in costante calo dal 2011: i residenti, 1.916, arrivano da tutti e cinque i continenti, con una netta prevalenza dell’Europa e dell’Africa.
Stando ai dati elaborati al primo gennaio 2025, gli uomini sono 810 e le donne 1.106, quindi la componente femminile risulta nettamente prevalente. Dall’Europa arrivano soprattutto donne, dato influenzato in particolare dalle comunità rumena e ucraina; dall’Africa prevalgono invece gli uomini, mentre dall’America torna a essere più consistente la componente femminile. L’Asia presenta una prevalenza maschile, mentre l’Oceania rappresenta una presenza quasi simbolica.

Il confronto tra la distribuzione per continenti nel tempo evidenzia un cambiamento significativo nella composizione della popolazione straniera. Nel 2004 la presenza era fortemente concentrata sull’Europa, che rappresentava oltre il 70%, ma che ha registrato un costante calo. In costante crescita invece l’Africa, tendenzialmente stazionaria l’America e in crescita l’Asia.

Anche gli stranieri hanno lasciato Gubbio: 466 in meno dal picco del 2011
L’andamento della popolazione straniera a Gubbio negli ultimi vent’anni segue una traiettoria chiara e ben definita. Dopo una fase iniziale di crescita sostenuta nei primi anni Duemila, il numero dei residenti stranieri aumenta in modo costante fino a raggiungere il picco nel 2011, quando si contano 2.382 presenze pari al 7,2% della popolazione totale.
A partire dal 2012 il trend cambia direzione: si apre una fase di progressivo ridimensionamento, con una diminuzione graduale sia in termini assoluti sia percentuali. Il calo si accentua negli anni più recenti, fino a toccare i valori minimi nel 2020 e nel 2022, quando la presenza straniera scende al 5,9% della popolazione. Negli ultimi anni si osserva una lieve ripresa, con il dato che torna a salire fino al 6,3% nel 2025, pur restando distante dai livelli del decennio precedente.
Certo è che dal picco di 15 anni fa ad oggi, 466 cittadini stranieri hanno lasciato Gubbio.

Anche la composizione delle comunità straniere ha subìto trasformazioni significative.
Nei primi anni Duemila la comunità più numerosa era quella albanese, che nel 2003 rappresentava circa il 27% del totale degli stranieri. Con il passare del tempo il suo peso si riduce progressivamente, mentre cresce quello di altre nazionalità. Nel 2009 la comunità rumena raggiunge quella albanese, con entrambe attestate intorno al 20%, e già dal 2010 diventa la più numerosa. Questa posizione viene mantenuta per oltre un decennio, fino al 2022, quando si registra un sostanziale equilibrio con la comunità marocchina, entrambe attorno al 19%. Dal 2023 è proprio il Marocco a diventare la prima comunità straniera residente, con una quota che si aggira intorno al 19,4%.
Pochissimi anziani, moltissimi in età produttiva, nessun novantenne
La distribuzione per età della popolazione straniera a Gubbio, stando ai dati Istat al primo gennaio 2025, evidenzia una struttura decisamente più giovane rispetto a quella complessiva della città. Le fasce più rappresentate sono quelle centrali, tra i 25 e i 59 anni, che coincidono con l’età lavorativa: da sole concentrano la quota maggiore dei residenti stranieri, con valori che raggiungono i picchi tra i 45 e i 49 anni (180 persone) e tra i 50 e i 54 anni (177). Anche le fasce immediatamente precedenti, tra i 25 e i 39 anni, mostrano numeri consistenti, confermando una forte presenza in età produttiva.
Al contrario, risultano più contenute le classi più giovani (0-14 anni) e soprattutto quelle anziane, che calano progressivamente dopo i 65 anni fino a diventare residuali oltre gli 80. Non risulta essere residente alcun novantenne straniero.
Nel complesso emerge quindi un profilo ben definito: la popolazione straniera è prevalentemente in età lavorativa, con una presenza limitata di anziani e una componente giovanile che, pur presente, non è tale da riequilibrare il calo demografico generale.

Le comunità più popolose
Le nazionalità più rappresentate confermano una composizione ormai consolidata: tre comunità costituiscono oltre il 50% degli stranieri residenti a Gubbio, al primo gennaio 2025. Si tratta di Marocco, Romania e Ucraina, che insieme rappresentano il nucleo principale della presenza straniera sul territorio.

Seguono poi altre comunità con percentuali più contenute ma comunque significative: Albania (9,2%), Ecuador (4,6%), Nigeria (3,7%), Moldavia (2,6%), Cina, Macedonia del Nord e Regno Unito (circa 1,5%), fino ad arrivare a Pakistan, Bulgaria, Burkina Faso, Bangladesh e Tunisia, tutte comprese tra l’1% e l’1,3%.
La popolazione per singoli paesi, divisi per continenti (1 gennaio 2025)
Dall’Europa proviene la parte più consistente della popolazione straniera residente a Gubbio, guidata dalle comunità della Romania con 338 cittadini e dell’Ucraina con 275, seguite dall’Albania con 176 residenti. Più contenute ma comunque rilevanti le presenze da Moldova (49), Regno Unito (29) e Macedonia del Nord (28), mentre Bulgaria conta 26 cittadini e Polonia 19. Numeri più ridotti per Germania e Francia con 16 residenti ciascuno, Slovacchia con 13 e Spagna con 12. Si attestano invece a 11 cittadini le comunità provenienti da Kosovo, Federazione Russa e Svizzera, mentre i Paesi Bassi contano 4 residenti. Ancora più frammentato il quadro delle altre nazionalità europee, con piccoli gruppi provenienti da Bielorussia e Lituania e presenze minime da Belgio, Ungheria, Lettonia e Repubblica Ceca, fino ad arrivare a singole unità da Paesi come Austria, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Portogallo e Svezia
Dall’Asia emerge una presenza articolata ma concentrata in alcune comunità principali: 28 cittadini provengono dalla Cina, 27 dal Pakistan e 25 dal Bangladesh, seguiti da 13 indiani. Numeri più contenuti per Filippine e Iran, con 8 residenti ciascuno, mentre Afghanistan e Sri Lanka registrano 5 presenze. Più ridotte le altre comunità, con 2 cittadini provenienti da Thailandia e Libano e singole presenze da Paesi come Corea del Sud, Palestina, Giappone, Indonesia, Iraq e Uzbekistan
Dalle Americhe la presenza è guidata dall’Ecuador con 89 residenti, seguito dalla Repubblica Dominicana con 15 cittadini. Si contano poi 10 statunitensi, 9 colombiani e altrettanti peruviani, mentre Costa Rica registra 7 presenze. Numeri simili anche per Argentina e Brasile, con 6 residenti ciascuno, mentre Messico si ferma a 4. Più contenute le altre comunità, con 3 cittadini provenienti da Venezuela e Bolivia, 2 dal Guatemala ed El Salvador, fino ad arrivare a presenze isolate da Paesi come Dominica, Cuba e Antigua e Barbuda. Un quadro che evidenzia una presenza diffusa ma frammentata, con una forte concentrazione su pochi Paesi e una costellazione di micro-presenze che completano il mosaico americano a Gubbio.
Dall’Africa emerge una presenza ampia ma fortemente concentrata: il gruppo più numeroso è quello marocchino con 367 residenti, seguito a distanza dalla Nigeria con 71 cittadini. Numeri più contenuti per Burkina Faso (22), Tunisia (20) ed Egitto (17), mentre il Mali si attesta a 12 presenze. Seguono comunità più piccole come Capo Verde con 7 residenti e Costa d’Avorio con 6, mentre Gambia e Ghana contano 5 cittadini ciascuno e la Guinea 4. Più ridotte le altre presenze, con piccoli gruppi o singole unità provenienti da Paesi come Somalia, Algeria, Liberia, Camerun e Senegal, fino ad arrivare a presenze isolate da Repubblica Democratica del Congo, Togo, Libia, Sudafrica, Sierra Leone, Etiopia, Ruanda, Guinea Bissau e Niger.

