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L’Istat non dà scampo: già a fine anno Gubbio potrebbe scendere sotto i 30mila abitanti | Meno risorse dallo Stato e finanziamenti più ridotti

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“Entro il 2026 nella peggiore delle ipotesi, tra i 2 e i 4 anni nella migliore” ma il calo sembra essere certezza. E dopo, che succede? Continuano gli approfondimenti di Media Video News sull’andamento demografico della città.

Media Video News ha aperto il filone della pubblicazione dei rilievi Istat, da 160 anni a questa parte, sull’andamento demografico della città e del comune di Gubbio: nell’articolo specifico [Clicca qui per leggere] il dato è fermo al primo gennaio 2025, e racconta di una popolazione totale di 30.308 unità.

Oggi siamo in grado di pubblicare sia la previsione Istat su base probabilistica e con modelli previsionali complessi, sia analisi che partono dai trend dell’ultimo triennio.

Da entrambe le fonti il dato appare certissimo: Gubbio sta per scendere sotto i 30mila abitanti, senza riuscire ad arrestarsi nei prossimi 24 anni. Sembra variabile solo il quando: entro il 2026 nella peggiore delle ipotesi, tra i 2 e i 4 anni nella migliore. E il prossimo Sindaco avrà meno assessori, meno risorse dallo Stato e finanziamenti PNRR più ridotti.

La previsione mediana ISTAT
L’Istat non fa un calcolo lineare, gli algoritmi tengono conto dell’invecchiamento progressivo: ogni anno che passa, a Gubbio ci sono meno donne in età fertile e più persone nelle fasce d’età a rischio mortalità. Il tutto incrociato con gli altri parametri che monitora come il saldo tra nascite e morti, il saldo migratorio tra chi parte e chi arriva con il focus sulla presenza delle persone straniere. Per questo la curva che ne emerge è molto più “ripida” perché prevede che il saldo naturale peggiorerà in modo esponenziale, non costante.

Infatti lo scenario mediano pubblicato nel sito istituzionale è netto: a fine 2026 la popolazione sarà di 29.930, sotto la fatidica soglia dei trentamila. Un bilancio demografico che guarda fino al 2050, non un dato reale ma una previsione probabilistica che simula come evolverà il futuro, basata su un calcolo matematico.

La proiezione su base dell’ultimo triennio
Si può guardare al futuro anche con un metodo che proietta nel tempo l’andamento demografico di Gubbio partendo dai dati e dalle dinamiche reali degli ultimi 3 anni.

Altro approccio, stesso finale, tempistica più morbida: la popolazione continuerà a diminuire, ma la velocità con cui questo avverrà dipende da due variabili decisive, il saldo naturale (oggi fortemente negativo con più decessi rispetto alle nascite) e la capacità del territorio di attrarre o trattenere residenti attraverso il saldo migratorio.

Grazie a strumenti e algoritmi che analizzano dati e statistiche si possono ipotizzare sostanzialmente tre scenari temporali.

Lo scenario “inerziale” | Se si ipotizza uno scenario cosiddetto “inerziale”, cioè una prosecuzione delle tendenze medie dell’ultimo triennio (2022-2024), il calo si attesta su una perdita media di circa 114 residenti all’anno. In questo caso, il “cuscinetto” di 308 abitanti sopra la soglia verrebbe eroso in circa 2,7 anni. Gubbio scenderebbe quindi sotto i 30.000 abitanti tra il 2027 e il 2028.

Lo scenario “critico” | Se invece si considera uno scenario più critico, in cui il saldo naturale resta su livelli molto negativi (oltre le -240 unità registrate nel 2024) e il contributo migratorio dovesse indebolirsi tornando ai livelli negativi osservati nel 2016 (-105 unità), la perdita annua supererebbe le 300 unità. In questa ipotesi, la soglia dei 30.000 verrebbe infranta già tra il 2026 e il 2027, poiché il margine attuale verrebbe azzerato in un solo anno di rilevazione.

Lo scenario “ottimistico” | Esiste però anche un terzo scenario, più ottimistico, legato a una tenuta o a un rafforzamento del saldo migratorio sulla scia dell’ottimo dato del 2024 (+153 iscritti). Se questa capacità di attrazione venisse consolidata attraverso politiche attive, la perdita netta annua potrebbe ridursi a circa 80-90 unità, nonostante il peso strutturale dei decessi. In questa ipotesi, la soglia dei 30.000 verrebbe comunque raggiunta, ma più lentamente, verso la fine del decennio, tra il 2028 e il 2029.

COSA CAMBIA SOTTO I 30 MILA ABITANTI
Scendere sotto la soglia dei 30.000 abitanti comporta per qualsiasi Comune un declassamento amministrativo regolato dal TUEL (Testo Unico Enti Locali).

Alle prime elezioni amministrative con popolazione inferiore alla soglia il Consiglio Comunale passerebbe da 24 a 16 membri con la Giunta che scenderebbe da 7 a 5 assessori.

Gubbio rischia l’esclusione dai bandi PNRR per la rigenerazione urbana e lo sviluppo economico riservati alle città medie. Scivolando nella fascia dei “piccoli comuni”, la città dovrà competere per risorse più limitate.

Anche le risorse dallo Stato centrale verrebbero ridimensionati perché i trasferimenti dal governo centrale sono calcolati pro-capite.

Non sono previsti invece licenziamenti diretti tra i dipendenti ma il calo demografico riduce la capacità di assunzione del Comune con il rischio reale di un progressivo svuotamento degli uffici e un ridimensionamento della Polizia Municipale.

In sintesi, il rischio non è un crollo improvviso, ma un lento scivolamento verso la periferia amministrativa, con una città meno influente e con meno risorse per i propri cittadini.

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