Tanti e urgenti i temi trattati e i sindacati tracciano un minimo comune denominatore: per tutte le questioni sono fondamentali un confronto costante e il dialogo ma questi sarebbero venuti a mancare, con un’Amministrazione che sarebbe latitante rispetto a incontri e accordi disattesi.
Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa congiunta di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria insieme alle organizzazioni dei pensionati Fnp Cisl, Spi Cgil e Uilp Uil.
Barbara Mischianti ha evidenziato una situazione di profonda crisi economica e sociale nel territorio di Gubbio, sottolineando la precarietà abitativa e lavorativa: “lavoro e salari sono bassi, le famiglie sono in difficoltà già alla terza settimana del mese e su questo territorio la situazione è persino peggiore rispetto alla media nazionale. La precarietà del lavoro è un problema grave. C’è una mancanza di interesse per l’inquadramento, il salario e la reale possibilità di costruirsi una vita”.
C’è anche un’emergenza abitativa: “trovare una casa in affitto a cifre ragionevoli è praticamente impossibile, sia in centro che in periferia”.
Rispetto alla sanità e ai servizi Mischianti denuncia lo “svuotamento dei servizi territoriali e forti preoccupazioni per i servizi sanitari”, parlando di “depotenziamenti che il Comune, come capofila, dovrebbe tenere bene a mente”.
Mancherebbe poi il dialogo con le istituzioni: “non abbiamo modo di porre queste domande perché da aprile siamo ancora in attesa di essere ricevuti; per questo siamo costretti a passare attraverso la stampa”.
Nonostante la coprogrammazione avviata dal 2024, il sindacato chiede: “Che risposte dà il Comune? Dove trova le risorse? Per trovare soluzioni non si deve rischiare di generare altri problemi sostituendo il lavoro con il volontariato”.
Alessandro Piergentili interviene con un focus sul declino demografico e sulla gestione dei servizi sociali per gli anziani e i disabili: “assistiamo allo spopolamento, con giovani che si spostano verso altri comuni umbri e non solo. C’è un forte invecchiamento della popolazione e siamo preoccupati per le risposte: le difficoltà nelle RSA sono evidenti, con costi ormai esorbitanti”. Il rischio è l’isolamento sociale: “il 31% dei nuclei familiari è composto da una sola persona anziana. Sono dinamiche sociali preoccupanti”.
“Un confronto assiduo con l’amministrazione di Gubbio è più che mai necessario – prosegue Piergentili – in quanto capofila della zona sociale, per individuare linee guida, strategie e risorse, specialmente per temi come la disabilità e il ‘Dopo di noi’. La delega al sociale in mano al sindaco non è adeguata alle sfide che dobbiamo affrontare. Serve un indirizzo politico-amministrativo più appropriato”.
Piergentili segnala poi la mancanza di coinvolgimento del sindacato sui progetti delle aree interne e sulle Case di Comunità: “abbiamo chiesto un incontro sui servizi sociali e sanitari per conoscere lo stato dei lavori e i servizi della Casa di Comunità, ma non abbiamo ricevuto informazioni”. Preoccupazione anche per l’Ospedale di Branca: “i servizi si stanno indebolendo, speriamo non in modo strutturale”.
Sandro Belletti, UIL, si è concentrato sulla gestione finanziaria e sulle tariffe comunali: “il sistema delle tariffe copre oltre il 50% delle entrate del Comune. Avevamo l’impegno di capire come calibrarle rispetto ai problemi sociali, invece l’aumento delle rette per le mense va nella direzione opposta”.
Ancora una stoccata all’Amministrazione Comunale sul tema del confronto: “a dicembre 2025 avevamo sottoscritto un accordo per incontrare il Comune durante la fase di bilancio. Abbiamo bisogno di fare il punto, visto che le tariffe sono aumentate e non ci viene garantito il nostro ruolo, nonostante l’Anci dichiari che tali incontri siano obbligatori”.
Antonello Paccavia ha rivendicato il ruolo politico e propositivo del sindacato, specialmente in ottica PNRR: “rivendichiamo il nostro ruolo di rappresentanza di migliaia di iscritti sul tema del sociale e del lavoro. Chiediamo incontri sistematici con l’assessore, ma da molto tempo non veniamo più convocati per scegliere le strategie”.
“Molti fondi PNRR basati sul socio-sanitario sono scaduti: come sono stati investiti questi soldi?”, chiede Paccavia. “La partita decisiva riguarda l’organizzazione delle Case di Comunità. La nostra idea si basa sull’integrazione tra medici di medicina generale e infermieri: questo modello permette di curare meglio le persone, genera economie di scala e alleggerisce i pronto soccorso”.

