La TARI è la tariffa dei rifiuti, si potrebbe dire in modo semplicistico. Cioè quanto ogni utenza, domestica e non domestica, quindi anche le attività, paga perché produce rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti.
Una tariffa annuale suddivisa in quattro rate: tre nell’anno in corso e una a saldo, da versare entro febbraio dell’anno solare successivo.
Negli anni questa tariffa è aumentata costantemente, dopo la piccola boccata d’ossigeno arrivata in epoca Covid.
E continuerà ad aumentare ancora di più.
Nel bollettino che arriverà nelle case degli eugubini a gennaio 2027, relativo al saldo del 2026, peserà l’aumento del 5,8% stabilito da AURI, Autorità Umbra per Rifiuti e Idrico, l’ente pubblico che rappresenta tutti i Comuni nella gestione dei servizi dei rifiuti urbani e del servizio idrico e che, dal 2013, ha sostituito i precedenti ATI. In pratica è l’ente che programma, organizza e controlla il servizio, predisponendo il piano d’ambito e approvando i piani economici che stanno alla base della TARI.
In base alla nuova tabella inviata da AURI, il Comune di Gubbio, nei prossimi anni, subirà un aumento certo di un milione e mezzo di euro, che dovrà essere coperto attraverso la tariffa pagata da cittadini e attività.
Come ha spiegato l’assessore al Bilancio Filippo Farneti durante il consiglio comunale di oggi, la strategia attuata è questa: intanto, per i soli 2026, 2027 e 2028, ci si dovrà preparare a un aumento del 5,8% ogni anno, per uno esborso di circa 300 mila all’anno in più. Facendo i conti della serva, quindi, si parla di un aumento complessivo compreso tra il 17% e il 18%. Ma non finirà qui perché bisognerà spalmare la restante parte anche sul 2029 e 2030, per garantire il totale avanzato come richiesta da AURI.
Detto ciò, bisogna incrociare le dita affinché, anche per il 2027, non venga confermato un ulteriore aumento generale equivalente.
Se fosse ovviamente sarebbe un salasso indescrivibile e, francamente, non comprensibile: a fronte di quali servizi e di quali interventi da parte di AURI e della società che gestisce la raccolta e lo smaltimento?
Qualunque ente comunale non ha praticamente alcuna voce in capitolo (mal comune, mezzo gaudio?) perché la parte fissa della tariffa viene stabilita unilateralmente da AURI in base ai dati che Comune e So.Ge.Pu., gestore del servizio, inviano ogni anno.
La Prima Commissione consiliare, presieduta da Enrico Piergentili, ha chiesto a nome di tutti i componenti, sia di maggioranza sia di minoranza, un incontro a settembre con tecnici comunali, dirigenti e tecnici di AURI proprio per approfondire i meccanismi e i dettagli dei servizi erogati, così da comprendere come e dove cercare di intervenire per ottimizzare o, se possibile, mitigare gli aumenti.
L’assise ha approvato le nuove tariffe con il solo voto della maggioranza che, seppur preoccupata e in cerca di delucidazioni, ha dichiarato il proprio senso di responsabilità nei confronti del servizio pubblico da garantire alla città e ai cittadini. Contrarie le minoranze.

