L’ospedale di Branca si prepara ad allargare il proprio bacino d’utenza rinfocolando così i timori sulla tenuta della struttura e del suo personale.
L’approvazione dello schema di accordo tra Regione Umbria e Regione Marche per il triennio 2026-2028 fissa una novità sostanziale: le emergenze gravi (i “codici rossi”) provenienti dal comune marchigiano di Cantiano verranno dirottate direttamente al presidio eugubino-gualdese quando la Centrale 118 di Pesaro lo riterrà necessario. Non solo emergenze: l’intesa prevede che da Cantiano ci si possa rivolgere a Branca anche per ricoveri, esami specialistici e prestazioni complesse come oncologia, dialisi e percorsi riabilitativi.
Se per i circa 2.000 residenti di Cantiano si tratta di una soluzione logistica ideale vista la vicinanza geografica, sul versante umbro la notizia riaccende forti preoccupazioni. Il presidio di Branca serve già oltre 45 mila residenti tra Gubbio e Gualdo Tadino, a cui si sommano circa 2 mila utenti del fabrianese che abitualmente usufruiscono del Pronto Soccorso e dei servizi ospedalieri.
A fronte di questo ulteriore aumento di carico, la coperta rischia di rivelarsi fin troppo corta. Già all’inizio dell’estate i sindacati dell’Alto Chiascio avevano lanciato un grido d’allarme sulla carenza di personale — in primis al Pronto Soccorso — sollecitando un piano straordinario di assunzioni tra medici, infermieri e OSS. Sul tema era arrivata anche la presa di posizione della politica locale, con le due interpellanze presentate dai consiglieri d’opposizione Cicci e Guerrini per chiedere garanzie al sindaco di Gubbio e la convocazione di un Consiglio comunale aperto.
Il timore diffuso nel territorio è che Branca debba farsi carico di un bacino sempre più vasto senza ricevere un adeguato potenziamento di risorse e personale, con il rischio concreto di mandare in sofferenza i servizi essenziali.
La notizia per ora è arrivata solo da fonte marchigiana ma già da fine luglio gli assessori confinanti annunciavano l’accordo recepito dall’Umbria e che mancava solo il passaggio del voto della giunta della Presidente Proietti.

