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Il lupo di Gubbio nel logo ufficiale delle celebrazioni francescane: quindi, è un episodio importante solo quando fa comodo?

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Assisi pigliatutto, dal lupo di Gubbio al sentiero francescano.

In questi giorni si fa un gran parlare dell’esclusione di Gubbio dal comitato nazionale per le celebrazioni dell’VIII centenario della morte di San Francesco, in programma nel 2026. Dopo che già a suo tempo l’esclusione aveva acceso il dibattito in città e che la precedente amministrazione aveva chiesto spiegazioni al comitato stesso, ricevendo vaghe e snobistiche risposte o neanche quelle, l’argomento è tornato di moda dopo la presentazione della mozione di Nilo Arcudi (Tesei presidente – Umbria Civica) a Palazzo Cesaroni.

La inutile mozione, come noto, è stata bocciata e la risposta della Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha ulteriormente bastonato la città di Gubbio paragonata, con tutto il rispetto, a Stroncone e via dicendo.

È vero, gli eugubini sono spesso autoreferenziali e questa caratteristica qualcuno fuori comune non la sopporta proprio. In vero l’autoreferenzialità è fastidiosa, ma che Gubbio abbia avuto un ruolo importante in alcuni episodi della vita del Santo Poverello è fuori di dubbio. Ma quello che dà fastidio è il considerare l’episodio (vero o di fantasia) più famoso e più citato un po’ ovunque, quello dell’ammansimento del lupo, come cosa propria ed esclusiva di Assisi.

Nel logo ufficiale delle celebrazioni del prossimo anno si notano poche cose su tutte: il tau entro il quale è racchiuso Francesco, le stimmate del Santo, il lupo ai suoi piedi e l’uccello posato sul naso del quadrupede.

Quindi questa storia del lupo non è così tanto di fantasia. Oppure lo è o non lo è a seconda di quando fa più comodo? La verità è che Assisi è sempre più pigliatutto. Forse non era così in passato, ma adesso i soldi fanno ancora più gola perché sono tanti in un periodo di vacche abbastanza magre.

Stessa cosa si può dire del sentiero “La via di Francesco”, che finché era pressoché sconosciuto e spinto da Gubbio soprattutto con le iniziative di Giambaldo Belardi, Maria Vittoria Ambrogi e padre Igino Gagliardoni è stato praticamente snobbato dalla Città Serafica. Adesso che funziona e aumentano ogni anno i camminatori che lo percorrono, Assisi si prende tutto come se le tante località attraversate non contino nulla.

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