Premio Nobel per la fisica nel 1968, Luis W. Alvarez è coautore insieme al figlio Walter della teoria sull’estinzione di massa avvenuta tra Cretacico e Terziario, ma anche di tante altre cose importantissime nella storia scientifica del XX secolo che lo hanno portato ad ottenere il Premio Nobel per la Fisica nel 1968 e l’Enrico Fermi Award nel 1986.

Una interessante biografia di Luis W. Alvarez è stata recentemente pubblicata negli Stati Uniti dal noto biografo statunitense Alec Nevala-Lee. “Collisions: A Physicist’s Journey from Hiroshima to the Death of the Dinosaurs”, è il titolo di quest’opera che potremmo tradurre “Collisioni: il viaggio di un fisico da Hiroshima alla morte dei dinosauri”.
Il nome di Luis Alvarez e quello del figlio Walter sono legati indissolubilmente a Gubbio e alla Gola del Bottaccione, luogo che li ha portati a elaborare, sul finire degli anni Settanta, la famosa teoria sulla scomparsa dei dinosauri.
Per i suoi ammiratori, Luis W. Alvarez era il fisico sperimentale più affermato, inventivo e versatile della sua generazione. Durante la Seconda Guerra Mondiale, ottenne importanti scoperte nel campo dei radar, svolse un ruolo chiave nel Progetto Manhattan e prestò servizio come osservatore scientifico durante il bombardamento di Hiroshima.


Nei decenni successivi, contribuì a rivoluzionare la fisica delle particelle con la camera a bolle di idrogeno, sviluppò un metodo innovativo per la ricerca di camere nascoste nella Piramide di Chefren e a elaborare una controversa teoria balistica sull’assassinio del presidente americano John Kennedy. Alvarez era anche una figura combattiva e ambiziosa, ampiamente temuta dai suoi studenti e colleghi, fu testimone del governo americano all’udienza di sicurezza che distrusse la carriera pubblica del suo amico e collega J. Robert Oppenheimer.
Negli anni Settanta e Ottanta fu spesso a Gubbio per aiutare il figlio Walter a formulare la teoria che ha reso la Gola del Bottaccione uno dei siti più famosi tra i geologi di tutto il mondo.

