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Ancora timori per l’Archivio di Stato di Gubbio

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“Inizia un periodo molto buio, con tanti lavori rimasti forzatamente sospesi”. La sede di San Francesco è chiusa per lavori di sanificazione e del futuro della Sezione eugubina abbiamo parlato con la nuova soprintendente ai Beni Archivistici dell’Umbria e con la direttrice dell’Archivio di Stato di Perugia.

“Inizia un periodo molto buio, con tanti lavori rimasti forzatamente sospesi, con altri messi in attesa e con grande incertezza per il loro completamento nei prossimi mesi”. Inizia così il post del ricercatore eugubino Fabrizio Cece, pubblicato pochi giorni fa sulla sua pagina facebook. Si sta parlando della sezione di Archivio di Stato di Gubbio che è chiusa dalla scorsa settimana per permettere urgenti lavori di sanificazione dopo un esteso attacco di insetti al prezioso materiale documentario.

Diversi frequentatori della sezione di Archivio di Stato hanno manifestato pubblicamente il loro dispiacere e la loro preoccupazione per questa chiusura, anche se naturalmente necessaria per la corretta manutenzione della documentazione e per evitare di vederla danneggiata irrimediabilmente dagli psocotteri ovvero gli insetti che più spesso infestano gli archivi cartacei.

La chiusura, sebbene temporanea (anche se al momento non si conosce la data di riapertura), alimenta però anche antichi e recenti timori legati alla sezione di Archivio di Stato eugubina. Nel 2016 andarono in pensione due storici dipendenti della Soprintendenza dell’Umbria da anni impiegati proprio nella sede di Gubbio. In quel momento il rischio di una chiusura definitiva fu molto presente e la sezione venne “salvata” grazie anche alle proteste e prese di posizione dell’Amministrazione Comunale e dell’intera comunità cittadina. Rimase operativa soltanto una archivista, l’eugubina Donatella Flussi, ma con una consistente riduzione dell’orario di apertura, limitato a un giorno e mezzo a settimana (lunedì intera giornata e mercoledì solo mattina). Comprensibile dunque che in presenza di una nuova chiusura improvvisa, le antenne tornino a drizzarsi.

Per avere il quadro della situazione, abbiamo pensato di porre alcune domande alla Soprintendente ai beni archivistici dell’Umbria, Caterina Fontanella, nominata lo scorso mese di luglio e alla direttrice Cinzia Rutili, competente come responsabile dell’organizzazione degli uffici e del personale.

La prima domanda posta a Caterina Fontanella riguarda il tipo di intervento necessario e quali tempi si prevedono per la riapertura della sezione di Archivio di Stato di Gubbio.

L’intervento che sta per iniziare è un intervento di sanificazione di tutto il materiale archivistico conservato, a causa di un attacco di insetti molto esteso. In considerazione delle procedure che questo tipo di interventi richiede si prevede una chiusura di almeno due mesi.
Sia io che la direttrice dell’Archivio di Stato di Perugia, per quanto di competenza, ci siamo subito attivate per fronteggiare l’emergenza e contenere i rischi per la documentazione, ottenendo anche un importante finanziamento dagli uffici centrali del Ministero. Si tratta di interventi di fondamentale importanza per la sicurezza del patrimonio archivistico e quindi della memoria della comunità di Gubbio”.

Perché è stata comunicata la chiusura soltanto due giorni prima dell’ultima apertura? Ci sono persone che stanno facendo ricerche per tesi di laurea e pubblicazioni, che si sono ritrovate a dover cambiare programmi all’ultimo istante.

L’avviso è stato pubblicato il 17 ottobre, cioè 10 giorni prima della chiusura. Non abbiamo potuto comunicarlo prima perché non avevamo a disposizione tutte le informazioni certe per poter dare all’utenza una comunicazione chiara e trasparente. Una volta reperiti tutti i dati utili, si è potuto procedere con la pubblicazione dell’avviso. Credo che, in questi casi, sia opportuno evitare allarmismi e fraintendimenti e prediligere una comunicazione basata sulla chiarezza e la solidità dei contenuti. Vorrei precisare una cosa: a causa dell’infestazione, uno dei depositi era già stato chiuso a fine agosto, gli utenti abituali ne erano a conoscenza ed erano stati avvisati in maniera informale di una probabile fase di chiusura. Come dicevo, appena abbiamo avuto certezza della necessità di dover procedere con una chiusura totale, ne abbiamo dato comunicazione. So benissimo che gli utenti avranno dei disagi, ma faccio presente una cosa: se non fossimo intervenuti con tempestività attraverso questi interventi, il patrimonio sarebbe stato esposto al perdurare di un rischio grave per la sua stessa sicurezza e conservazione. Non ci può essere fruizione da parte degli utenti, senza le adeguate misure di tutela del patrimonio”.

Si parla da tempo del possibile spostamento della sede della sezione di archivio di Stato di Gubbio nel complesso ex abbaziale di San Pietro, ma l’ex sindaco Filippo Mario Stirati afferma che fino alla conclusione del suo mandato (giugno 2024) non era mai stato fatto neppure un sopralluogo per verificare la eventuale compatibilità del luogo. E’ stato fatto un sopralluogo nell’ultimo anno? Se no, ha intenzione di compierlo?

Sulle affermazioni dell’ex sindaco non posso pronunciarmi, non avendo modo di verificarle; si tratta comunque di eventi che riguardano un momento antecedente alla mia nomina a Soprintendente, che – ricordo – è avvenuta il 23 luglio scorso. Io posso parlare del presente e delle iniziative che ho seguito di persona. Ho avuto il piacere di incontrare il sindaco Fiorucci, l’assessore Salciarini e tutto lo staff dell’area cultura del Comune di Gubbio in diverse occasioni negli ultimi mesi. L’ipotesi dello spostamento della Sezione nel complesso di San Pietro è uno degli argomenti di cui si è parlato”.

Con la direttrice dell’Archivio di Stato di Perugia Cinzia Rutili abbiamo invece iniziato parlando dei numeri della sezione di Gubbio. È vero che ha numeri in crescita di circa il 50% nell’ultimo anno e secondi soltanto alla sede centrale di Perugia? Perché non si riesce a far funzionare la sezione di Gubbio come meriterebbe?

I servizi al pubblico dell’Archivio di Stato di Perugia, sia per gli studiosi sia di carattere amministrativo, sono oggetto della massima attenzione da parte dell’amministrazione, a prescindere dai dati numerici relativi all’utenza. La Sezione di Gubbio non registra presenze seconde a Perugia, né vi è stata una crescita considerevole (275 presenze dal 1° gennaio al 30 novembre 2024; 270 nel 2025, ad oggi). A Gubbio, il patrimonio documentario conservato in Sezione consta di 1.300 metri lineari, ben al di sotto di tutte le altre sedi che vanno da un minimo di 2000 a 30.000 ml. Ne consegue che la domanda di consultazione è molto più ampia sia a Perugia che a Spoleto, Foligno, Assisi, proporzionalmente alla consistenza degli archivi”.

Sono spesso ad Assisi e Foligno per motivi di lavoro e quelle due sezioni (non so Spoleto ma immagino sia la stessa cosa) le trovo praticamente sempre aperte. Se è un problema di personale, forse si potrebbe redistribuire quello esistente?

Assisi, e soprattutto Foligno, osservano orari e giorni di apertura tutt’altro che pieni ed ordinari. A causa di una seria carenza di organico si è spesso costretti a riduzioni delle aperture. La gestione del personale è questione molto complessa, dovendo tenere conto di tutele di legge, situazioni di fragilità ed istituti contrattuali vari che danno diritto ad assenze. Preme sottolineare però che, per compensare l’orario ridotto, agli utenti viene messo a disposizione un numero di pezzi che supera di gran lunga le disposizioni, arrivando a distribuire una quantità di documentazione che eguaglia, e supera, quella che si potrebbe avere in una intera settimana”.

Dal 2016 (quando andarono in pensione due dei tre addetti, la sezione di Archivio di Stato di Gubbio ha un orario molto ridotto e dallo scorso anno, dal trasferimento di Donatella Flussi, il servizio è stato garantito da due persone molto disponibili ma che sono inquadrate come?

Dal 2016 a oggi l’organico dell’ ASPG è passato da 53 a 27 unità. Per quanto riguarda il personale non mi sembra opportuno parlare in questa sede di singole situazioni professionali. Rispetto, invece, al personale presente in Sezione si tratta di figure titolate a prestarvi servizio”.

È intenzione dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Vittorio Fiorucci, come confermato dall’assessora Paola Salciarini, di proseguire nell’obiettivo già fissato dalla precedente giunta ovvero trasferire nel complesso ex abbaziale di S. Pietro sia la sezione di Archivio di Stato sia l’Archivio Comunale. Questa ipotesi, tuttavia, non si potrà concretizzare a breve termine perché prima è necessario che alcuni spazi vengano liberati. La porzione di edificio individuata è quella attualmente occupata dall’asilo nido comunale, che sarà presto trasferito davanti, al piano superiore del parcheggio coperto in Via di Fonte Avellana. Dopo tale trasferimento sarà comunque necessario attendere l’adeguamento degli spazi e il trasferimento di tutto il materiale.
Nella migliore delle ipotesi, questa eventuale operazione richiederà alcuni mesi.

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