HomeGubbioSciopero farmacisti dipendenti, anche umbri ed eugubini in piazza

Sciopero farmacisti dipendenti, anche umbri ed eugubini in piazza

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Anche i farmacisti dipendenti eugubini oggi in piazza a Perugia, per il rinnovo del contratto e un adeguamento retributivo dignitoso. Abbiamo raccolto la voce di alcuni dei farmacisti del nostro territorio.

Anche agli eugubini sarà capitato, nei giorni scorsi, di vedere materiale informativo affisso sulle porte delle farmacie private cittadine. E’ stato infatti indetto per quest’oggi, 6 novembre, dalle federazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs lo sciopero dei farmacisti dipendenti, per richiedere il rinnovo del contratto di lavoro scaduto nel 2024 e chiedere a Federfarma di tornare al tavolo delle trattative.

Sono circa 60mila, in tutta Italia, i dipendenti delle farmacie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, tra farmacisti-collaboratori e personale.

“Dai sindacati – si legge sul sito dell’Ansa – anche un appello alla parte datoriale Federfarma: ‘Torni al tavolo di trattativa e riconosca il valore reale della professione’. ‘Uno sciopero e una costante rigidità che stanno solo rallentando le trattative e il miglioramento delle condizioni dei dipendenti di farmacia’, risponde Federfarma. Le farmacie private convenzionate aderenti a Federfarma sono oltre 18mila sul territorio nazionale. La trattativa si è interrotta dopo l’ultimo incontro del 9 ottobre perché la proposta economica dell’associazione dei titolari di farmacia, pari a 180 euro lordi di aumento complessivo per i prossimi tre anni, è stata giudicata “inadeguata” dai sindacati.”

I farmacisti dipendenti del nostro territorio rimarcano, esasperati: “Noi, i farmacisti collaboratori che con alle spalle una laurea di 5 anni, con responsabilità civili e penali, con l’esperienza e con i continui aggiornamenti guadagniamo quanto un commesso della grande distribuzione, ciò detto con tutto il rispetto per tale professione. Un esempio: io lavoro 30 ore settimanali e percepisco un mensile di poco più di 1300 euro. Scatti di anzianità ogni due anni, fino al dodicesimo anno. E’ chiaro che con questi stipendi non è facile vivere oggi.”

“Il 31 agosto 2024 scade il nostro contratto nazionale – aggiungono – dopo un rinnovo vergognoso durante la pandemia, periodo nel quale i farmacisti hanno avuto un ruolo fondamentale per tamponi, vaccini ed emergenze della comunità mai riconosciute da nessuno, con un aumento di 80 euro lordi e nessuna una tantum. Dopo l’apertura del tavolo delle trattative, ci sono stati offerti prima 120 euro lordi e poi 180 euro lordi a fronte di una richiesta di 360 euro per far sì che ci fosse un vero adeguamento al costo della vita.”

“Federfarma ci nega l’aumento, adducendo scuse di mancato fatturato ma noi che lavoriamo in farmacia lo sappiamo bene che non è vero. Hanno in mano un monopolio gratuito delle farmacie, tramandabili di generazione in generazione. E’ ora che questi meccanismi vengano smascherati una volta per tutte, per la dignità di noi lavoratori.”

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