Ospitiamo un interessante contributo di Giorgio Fondacci sul Palazzo dei Consoli, gli Arconi di via Baldassini, il Museo Civico, le barriere architettoniche.
C’è un’amarezza sottile che mi accompagna quando guardo il Palazzo dei Consoli. Non è l’amarezza per il tempo che passa, ve lo assicuro – ma per le priorità che non passano. Assistiamo a un dibattito stanco, un chiacchiericcio sulle grandi opere che mi fa sentire incredibilmente lontano dal cuore della nostra comunità. La questione non è l’eterno scontro tra il vecchio e il nuovo – è la profonda confusione tra ciò che è vitale e ciò che è meramente visibile. La proposta di un camminatoio pedonale tra gli Arconi è l’emblema perfetto di questa confusione. L’ex sindaco del Comune di Gubbio, Filippo Mario Stirati, ha rilasciato la proposta di rigenerazione degli Arconi mirata a creare un legame funzionale tra Palazzo Pretorio e Palazzo dei Consoli e, soprattutto a superare le barriere architettoniche, un atto fondamentale di dignità e inclusione – la notizia è stata inizialmente diffusa da Media Video News (2025, 3 settembre. L’ex sindaco Filippo Mario Stirati interviene sulla vicenda delle cucine dei Muratori, YouTube, https://www.youtube.com/watch?v=h_XvDJeQtZw al minuto 4:20) ed è stata poi ripresa e approfondita nel corso della trasmissione TRG Link (2025, 12 settembre, Anteprima Link.: Arconi e museo degli umbri, YouTube, https://www.youtube.com/watch?v=ETf1t0IPZW4 al minuto 12:40).
Tuttavia, l’entusiasmo si scontra con l’attesa per i dettagli: il progetto esecutivo non è stato ancora chiarito nemmeno dall’attuale sindaco Vittorio Fiorucci, lasciando aperti interrogativi cruciali. Ci si chiede dove si collegherà esattamente il camminamento (con l’area archeologica del Museo di Palazzo dei Consoli?) e se l’intervento sia davvero onnicomprensivo, includendo ascensori e soluzioni che permettano alle persone con disabilità di raggiungere aree come la Sala dell’Arengo e la Pinacoteca, completando così l’accessibilità all’intero complesso storico. È una vetrina, un azzardo strutturale che si spaccia per progresso, ma che ignora sia la prudenza sia le vere ferite aperte di Gubbio. Come possiamo, in coscienza, pensare di aggiungere peso e stress a strutture che hanno resistito per secoli? Il crollo drammatico di una porzione della Torre dei Conti a Roma – e parlo di un fatto recente – non è un dettaglio lontano; è un monito che urla nelle mie orecchie. Il Codice dei Beni Culturali (CBC da qui in poi) lo dice chiaramente: la valorizzazione – come definita dall’Art. 6, comma 2 – non deve mai pregiudicare la tutela. E io mi chiedo: una struttura che rischia di compromettere l’integrità di un bene con il nostro valore, un bene candidato all’Unesco, può mai dirsi compatibile? La risposta è netta – e temo, intrinsecamente illegittima. Ma la mia riflessione affonda le radici in un altro luogo, nel nostro cuore museale civico: il Museo civico di Palazzo dei Consoli. Mentre si fantastica su passerelle che elevano il visitatore – quasi per vanto – noi manteniamo una barriera tristissima a livello del suolo. Siamo nel 2025 e il nostro principale museo cittadino non è pienamente accessibile alle persone con disabilità. Non riesco ad accettarlo. Non accetto che mi si parli di cause quali limiti architettonici-storici, quando palazzi coevi – pensiamo a Palazzo Madama a Torino, Palazzo Vecchio a Firenze, ma anche senza allontanarci troppo al Palazzo dei Priori di Perugia, in parte destinato ad accogliere la Galleria Nazionale dell’Umbria – hanno trovato soluzioni ingegnose e rispettose dell’architettura originale per accogliere tutti e renderli così fruibile e completamente valorizzati. La loro presenza è la prova della nostra inaccettabile arretratezza. Questa non è solo una questione di ascensori e rampe; è una questione di diritti e dignità, di quel principio di Uguaglianza (Art. 3, comma 2, Cost.) che è colonna portante della nostra Costituzione. Come possiamo parlare di fruizione pubblica del patrimonio anche da parte delle persone diversamente abili (Art. 6, CBC) se neghiamo l’accesso al nostro patrimonio a una parte della nostra comunità? La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità non è carta straccia: ci chiede di garantire il pieno e uguale godimento di tutti i diritti umani.

Un Museo Civico il cui allestimento grida vendetta – ricalcando un modello e una museografia datata, ferma al 1909. Questa vetustà crea due muri insormontabili: la barriera fisica, che umilia chi è meno favorito, ma c’è anche la barriera psicologica. Il visitatore, di fronte a un allestimento così datato e scarno di strumenti informativi moderni, si sente inadeguato, escluso – un senso di inadeguatezza culturale inaccettabile. Chiedo a tutti i lettori eugubini, quanti hanno visitato il Museo Civico di Palazzo dei Consoli almeno una volta nella loro vita? La vera valorizzazione si raggiungerà abbattendo questi muri cognitivi e fisici, aumentando l’efficacia culturale della visita museale. Il Palazzo dei Consoli dovrebbe diventare uno spazio moderno che valorizzi anche la nostra Festa dei Ceri, che accolga l’arte contemporanea e ne rifletta le nuove tendenze, potrebbe anche celebrare la tradizione della Biennale di Gubbio, nata nel 1956 come una delle prime rassegne d’arte contemporanea in Italia. Dimostrare che Gubbio è pronta ad accogliere una valorizzazione intelligente e compatibile, investendo nel futuro della propria memoria senza rischiare il proprio glorioso passato.

