Il simbolo e la casa degli eugubini, il maestoso Palazzo dei Consoli che svetta sulla piazza pensile tra le più belle al mondo, potrebbe finalmente essere oggetto di un importante intervento di restauro per la facciata principale su Piazza Grande. Ma non solo: si potrebbe arrivare anche a un nuovo lighting design, cioè un sistema di illuminazione capace di valorizzare ancora di più uno dei luoghi più iconici dell’acropoli.
La volontà c’è, il progetto pure, così come i 300mila euro già pronti nelle casse comunali. Cosa manca? Manca la parte più consistente delle risorse, ovvero circa 1 milione e 200 mila euro necessari per dare il via agli interventi. Ed è proprio per questo che la Giunta comunale ha approvato con delibera il progetto da candidare al bando del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC).

Il FSC è uno strumento nazionale che finanzia interventi strategici sul territorio, in questo caso destinati alla valorizzazione dei beni culturali. Il bando prevede che fino all’80% dell’investimento possa essere coperto da queste risorse, mentre il restante 20% resta a carico dell’ente locale. Nel caso di Gubbio, significa un contributo potenziale di 1,2 milioni di euro che si aggiungerebbero ai 300mila già messi a bilancio dal Comune. Così il 29 aprile l’approvazione del documento dalla Giunta “considerato che il Comune di Gubbio intende attuare come finalità il completamento di interventi su luoghi e spazi del patrimonio culturale, storico, artistico e architettonico, è stato individuato come bene da valorizzare il complesso monumentale Palazzo dei Consoli – Piazza Grande – Palazzo del Podestà, una tra le più maestose ed ardite realizzazioni urbanistiche medioevali”.

Il progetto approvato riguarda il restauro della facciata principale del Palazzo dei Consoli, affacciata su Piazza Grande, e l’introduzione di un nuovo sistema di illuminazione artistica. Un intervento complessivo da 1,5 milioni di euro che rappresenta solo una prima parte di un piano più ampio, che in futuro potrebbe interessare anche le altre facciate del complesso monumentale.
Intanto, l’assessore ai lavori pubblici Spartaco Capannelli aveva già annunciato un primo intervento di restauro sul portone e su una parte della facciata posteriore [clicca qui per leggere l’articolo], in via Gattapone, attraverso i fondi delle Aree Interne: anche in questo caso, però, si tratta di attendere lo sblocco dei progetti e delle relative risorse.


Insomma, idee e progettazione non mancano: ora si attende l’esito della partecipazione al bando FSC, scaduto il 30 aprile 2026, e lo sblocco dei fondi delle Aree Interne. Due passaggi decisivi che potrebbero incidere non solo sull’estetica, ma anche sul consolidamento della facciata.



