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Se n’è andato il campanaro Sergio Pelicci

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Se ne va uno degli storici campanari del Palazzo dei Consoli, socio fondatore dell’omonima compagnia e attualmente presidente onorario del sodalizio

Chi è appassionato del suono del Campanone se lo ricorda bene Sergio Pelicci negli anni Ottanta e Novanta, quando in particolari circostanze si spericolava a cavalcioni del parapetto in ferro della torretta, a strapiombo sulla piazza Grande per rallentare la corsa del Campanone a fine sonata. Sergio Pelicci è stato per decenni uno dei campanari ufficiali del Palazzo dei Consoli. Uno della vecchia guardia, che ha suonato la campana civica insieme a storici campanari come Lorenzo Belardi (il Piccione), Vittorio Baldelli, Guglielmo Nuti, Giovanni Bartolini, Guglielmo Pierotti e tanti altri dei quali è stato allievo. Ma è stato anche un maestro per i campanari delle ultime generazioni e di tanti che ancora oggi si dedicano a quest’antica arte. Soprattutto “Cepparolo”, ma all’occorrenza anche “doppiarolo” negli ultimi anni della sua attività. Da un po’ di tempo non saliva più sulla torretta, ma è rimasto un punto di riferimento per tutti gli uomini con le magliette rosse che danno voce al Campanone.

Sergio Pelicci, di professione tipografo, è stato anche per tanti anni una maschera fissa in tanti luoghi di spettacolo e cultura della città: dallo stadio al teatro Comunale oggi intitolato a Luca Ronconi, dal teatro Romano alla palestra Polivalente, lui c’era sempre a dedicare il suo tempo a Comune o società sportive che fossero, nei giorni di festa e nelle serate. Un uomo semplice, di poche parole e dal sorriso sornione, che ha dato voce e cuore a uno dei simboli della città.

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