In assenza di cadute e anche di pendute significative, la Festa dei Ceri 2026 resterà negli annali oltre che per la pioggia intensa, soprattutto per la perdita della cavija del cero di Sant’Ubaldo.
Iniziamo dalla pioggia che soprattutto nelle ore della corsa è caduta in quantità non trascurabili. Ufficiosamente si parla di circa 22 millimetri caduti nell’arco dell’intera giornata, ma è del tutto evidente che la maggior parte di questa cospicua quantità sia caduta tra le 17 e le 20. A tratti, dopo le 19 le precipitazioni hanno avuto carattere torrenziale.
Non è molto frequente una pioggia così abbondante: dal 1950 a oggi la media è di circa un episodio ogni decade. Nel 1951 caddero 32 millimetri di pioggia, nel 1955 “solo” 9 ma concentrati tutti dalle 17,30 alle 20. Piovve anche nel 1954 ma con minore intensità. Poi ancora 23 mm nel 1963, oltre 10 mm sia nel 1972 che nel 1980. Poi il 1989 tuttora nella memoria collettiva con 33 mm di pioggia. E infine più recentemente oltre 30 nel 2010 e nel 2011.
Abbiamo detto della perdita della cavija nel cero di Sant’Ubaldo. Il fatto si è verificato subito dopo l’alzata quando il cuneo di ferro che viene innestato per fissare il cero alla barella si è subito allentato e durante le girate il cero ha ondeggiato vistosamente. All’uscita da Piazza Grande la cavija è caduta a terra. Il cero è stato quindi abbassato in largo Mastro Giorgio ed è stato di nuovo incavijato.

C’è un unico precedente di questo genere nella storia dei ceri dal dopoguerra a oggi: capitò al cero di san Giorgio nel 1957, in questo caso durante la corsa pomeridiana. All’altezza dell’ospedale il cero iniziò ad oscillare in maniera anomala, proprio in corrispondenza della curva della farmacia comunale la cavija cadde a terra dopo aver colpito il capocinque a un piede.

Il cero a quel punto venne fermato. Cesare Belardi (Centogambe) corse verso la piccola officina meccanica di Righetto Fofi, il padre del critico cinematografico Goffredo scomparso lo scorso anno. Belardi forzò la porta, arraffò un martello e salì sulla barella. Il cero venne rincavijato e poté ripartire.

