lunedì, Dicembre 5, 2022
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A Gubbio torna la mostra “Brocche d’autore”

Dopo l’interruzione forzata – causa Covid – nel biennio 2020-2021, La mostra Brocche d’autore, organizzata dall’Associazione Maggio Eugubino, giunge quest’anno alla diciannovesima edizione. Con le finalità di sempre: allestire una significativa esposizione tesa a sottolineare il rapporto tra i Ceri e la ceramica d’arte contemporanea.
L’intento della mostra è infatti quello di «arricchire le tradizionali manifestazioni di maggio per mezzo di un’iniziativa culturale pertinente al clima festivo, tale da destare l’interesse sia dei visitatori sia degli eugubini, ma anche opportunamente legata al settore della ceramica di artigianato artistico, assai rilevante nella nostra città, con delle proposte di alta qualità relative a uno dei prodotti tipici – anzi emblematici – dell’odierna maiolica eugubina, vale a dire le brocche dei Ceri.
L’iniziativa consiste nella creazione di inedite brocche dei Ceri da parte di artisti della ceramica informati sulla tipologia di questi manufatti, nonché sulla funzione e sul valore simbolico dei ‘contenitori rituali’, secondo le interpretazioni fornite dai principali studiosi della Festa dei Ceri dall’Ottocento ai nostri giorni. Essa rappresenta, quindi, anche un terreno di ricerca intorno a uno specifico e caratteristico oggetto, sul quale potranno via via intervenire numerosi artisti della ceramica, interpretandone forme e decorazioni, tanto da rendere possibile nel tempo la costituzione di una collezione a testimonianza di un gusto e di una creatività che proprio iniziative del genere intendono stimolare e favorire».
La creazione delle brocche d’autore 2022 è stata affidata al perugino Nicola Renzi e allo spagnolo Arturo Mora Benavent. Per quanto riguarda Gubbio, presentiamo il lavoro progettato nel 2019 dal compianto Gaetano Rossi, al quale era stato affidato l’incarico di realizzare le brocche per l’edizione, in seguito annullata, del 2020.

Gaetano Rossi
Gubbio, 1952-2019, in memoria.
«[…] Dopo aver conseguito la laurea in architettura presso l’Università degli Studi di Roma ho espletato la libera professione ed ho diretto Uffici Pubblici. Che mi sarei occupato delle arti figurative plastiche era scritto nel mio DNA, non fosse altro perché sono cresciuto nel laboratorio di famiglia, che ha da sempre creato buccheri, voluto da mio padre, Antonio Rossi, negli anni 30 dopo aver conseguito il diploma in scultura presso l’Accademia di Perugia. Numerose sono le contaminazioni avute negli anni dal laboratorio con architetti, Gio Ponti tra questi, ceramisti ed artisti che nel corso degli anni hanno frequentato Gubbio. Come detto è in questo clima che sono cresciuto ed è in questo ambiente che dovevo tornare, non fosse altro per il modo in cui, attraverso l’argilla, si riesce a dare immediata concretezza all’inventiva. Alcune mie creazioni sono state presentate nell’ambito di iniziative svolte a New York in occasione del cinquecentesimo anniversario della scoperta dell’America. Mi piace ricordare, inoltre, la partecipazione alla mostra Colori locali, curata da Ugo La Pietra e tenutasi a Firenze nell’aprile 2000 ed alla mostra collettiva […] denominata Di Terra in Terra – produzione contemporanea da città umbre di antica tradizione ceramica [2014-2015]. Nel 2017 ho partecipato alla XIII Biennale Internazionale della Ceramica Artistica di Averio in Portogallo, qualificandomi al secondo posto tra oltre 200 partecipanti. […] Concludo dicendo che la ceramica e l’architettura costituiscono in me un binomio di interessi di sicuro effetto che mi causa spesso frenesia accompagnata da un cortocircuito creativo».

Nicola Renzi
Nato a Perugia nel 1972. Consegue la maturità d’Arte Applicata presso l’Istituto Statale d’Arte “Bernardino di Betto” e si diploma all’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”. Dal 2000 al 2004 collabora a progetti e opere come assistente di Edgardo Abbozzo. Nel 2008 viene incaricato dal Comune di Gubbio di realizzare un’installazione permanente presso gli spazi del Nuovo Complesso Cimiteriale. Tra le sue numerose opere, diverse riguardano l’arte della ceramica. Vince il 3° Premio “Aldo Ajò”, concorso di ceramica contemporanea promosso dal Comune di Gubbio (2008). Nel 2011 è ammesso alla seconda fase del concorso nazionale per la scelta di opere d’arte per le nuove caserme del Corpo Forestale dello Stato di Città di Castello, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Perugia: vince il concorso per la realizzazione di un’opera d’arte (bassorilievo in ceramica a terzo fuoco) per la nuova caserma del Corpo Forestale di Gualdo Tadino (2012). Tre anni dopo viene selezionato (con A. Duff) per il Concorso Internazionale di Ceramica, Museo di Carouge, Ginevra, Svizzera. Nel 2018 è selezionato invece al concorso per la 58° mostra internazionale della Ceramica di Castellamonte, “Ceramics in Love”, Torino. Nel 2019 viene ammesso alla seconda fase del concorso nazionale per la scelta di opere d’arte (ceramica/mosaico, scultura) da destinare alla nuova sede del Compartimento Regionale e Sezione Provinciale della Polizia Stradale di Bologna. Insegna Scultura e Pittura nei bienni specialistici all’Accademia di Belle Arti di Perugia, dove è Vice Direttore. Insegna a contratto anche alle Accademie di Belle Arti di Roma, di Bari e di Ravenna.

Arturo Mora Benavent
Nato a Manises, in Spagna, nel 1970. Proviene da una famiglia di ceramisti risalente al XIX secolo. All’età di 17 anni è già coinvolto nel suo mestiere, lavorando nella fabbrica di ceramiche di suo padre a Manises. Lì si concentra sulla storia della ceramica, del disegno e dell’arte del tornio da vasaio. Si diploma nel 1990 presso la Scuola di Ceramica di Manises. Nel 1992 inizia l’attività di torniante professionista. Con suo padre, Salvator Mora, inizia il processo di rilancio dell’arte del lustro ispano-moresco. Fin dagli esordi della sua carriera Arturo si è concentrato sull’ulteriore raffinamento della produzione di lustri. Ha anche lavorato con importanti architetti e restauratori spagnoli nel recupero di vari monumenti aventi inserti maiolicati a lustro. Ha ricevuto vari premi e riconoscimenti per il suo lavoro e ha partecipato a numerose mostre. Per citarne solo alcune: Fiera internazionale della ceramica CEVIDER, Valencia (Premio Qualità e Design per le migliori ceramiche neo-tradizionali 1997, 1998; Premio Alfa de Oro dalla Società Spagnola della Ceramica e del Vetro 1999); Mostra Reflets. Ceramique lustree. 17 Céramistes al Museo di Lione (2012); Mostra La maestria della Ceramica a Lustro e le sue sfumature/Nouances nel Centro dell’Artigianato della Regione di Valencia (2015); Mostra Cinque paesi una visione, Gubbio, Palazzo Della Porta, 2018; Mostra Cinc països una visió, Manises, Casa de la Cultura, Sala d’éxposición “José Gimeno Martínez”. È autore di raffinate riproduzioni di ceramiche ispano-moresche, tipiche della tradizione a lustro manisera, e di originalissimi esemplari d’impostazione moderna.

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