venerdì, Marzo 1, 2024
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COLDIRETTI Umbria, birra: materie prime locali e legame con il territorio, le “carte vincenti”

La birra artigianale 100% italiana sta conquistando sempre di più nuovi spazi, ma l’attenzione va mantenuta alta per un settore che deve essere ulteriormente promosso e sostenuto. È quanto afferma Coldiretti Umbria a pochi giorni dalla chiusura del “Beer&Food Attraction” di Rimini, importante appuntamento per il settore che ha visto la partecipazione di diverse realtà imprenditoriali regionali.

C’è indubbiamente un “fermento” positivo nel e intorno al “pianeta birra” – spiega Marco Farchioni del Birrificio Mastri Birrai Umbri, Vice Presidente del Consorzio di tutela e promozione della birra artigianale italiana.

L’auspicio per il prossimo futuro – afferma Farchioni – è quello di un aumento della produzione, anche per gli ettari coltivati in Italia, che dovrà basarsi sempre di più, sulle materie prime locali, sul nostro territorio, sulla distintività e qualità dei nostri birrifici.

Qualità, ma anche legame stretto con i territori di produzione infatti – aggiunge Farchioni – sono tra le peculiarità che costituiscono un valore aggiunto per le nostre eccellenze. Dopo i difficili anni legati alla pandemia – ricorda Farchioni – il nostro settore ha dovuto poi subire gli effetti dell’esplosione dei costi che ha colpito tutta la filiera, con un balzo negli ultimi due anni che va dal +200% dell’energia al +45% per gli imballaggi al +50% per le bottiglie. A sostenere il comparto, aprendo ad una “nuova stagione”, è arrivato il taglio delle accise che abbiamo fortemente sostenuto e previsto dal decreto Milleproroghe.

Ora continuiamo a lavorare – ribadisce Farchioni – per la valorizzazione della filiera produttiva locale, creando un rapporto più solido tra la bevanda artigianale e le materie prime, tra i piccoli produttori di birra ed i coltivatori di orzo, luppolo e altre materie prime complementari. Fondamentale resta l’italianità e il made in Umbria della produzione, preferendo le nostre materie prime, per valorizzare una bevanda che deve essere considerata, prima di tutto, un frutto della terra.

Altro obiettivo prioritario – conclude Marco Farchioni – quello di proseguire a raccontare e promuovere, in Italia ed all’estero, anche in chiave turistica, la qualità delle birre artigianali “tricolori”, che nel tempo stanno ricevendo un’attenzione crescente da parte non solo dei consumatori ma anche degli agricoltori, specie delle generazioni più giovani.

In Italia – ricorda Coldiretti – sono triplicati i birrifici artigianali negli ultimi dieci anni che superano la quota record di 1085 realtà nel 2022, anno in cui i consumi nazionali di birra hanno oltrepassato il record storico di oltre 35 litri pro capite per un totale di 2 miliardi di litri generando un volume di fatturato che, considerando tutte le produzioni, vale 9,5 miliardi di euro.

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