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A Gubbio nasce la Banca Mondiale del Germoplasma Olivicolo: oltre 800 accessioni nella collezione del CNR a Montelovesco

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Una delle più importanti collezioni di biodiversità olivicola al mondo avrà casa a Gubbio. Ad annunciarlo è il CNR, che sul proprio sito presenta la nascita a Montelovesco, presso l’Azienda Agricola Silvano Di Murro, della Domus Olear∑, nuova Banca Mondiale del Germoplasma Olivicolo del CNR-Istituto di Bioscienze e Biorisorse di Perugia.

L’inaugurazione è in programma venerdì 18 settembre e si articolerà in due momenti. La giornata prenderà il via alle 9 nella Sala Trecentesca di Palazzo Pretorio, in Piazza Grande, con la presentazione scientifica della Domus Olear∑; alle 12 il trasferimento a Montelovesco, dove si terranno il taglio del nastro e la visita alla nuova collezione.

Clicca qui per leggere l’articolo ufficiale del CNR -> https://www.disba.cnr.it/it/nasce-a-gubbio-la-domus-olear%E2%88%91-la-nuova-banca-mondiale-del-germoplasma-olivicolo-del-cnr/?utm_source=chatgpt.com

Proprio in occasione dell’inaugurazione, inoltre, alcune piante di olivo in vaso saranno collocate in Piazza Grande: l’Azienda Agricola Silvano Di Murro ha ottenuto dal Comune l’utilizzo gratuito della piazza dalle 16 del 17 settembre alle 13 del giorno successivo. L’iniziativa ha già ricevuto il patrocinio dell’amministrazione comunale. 

Ma cosa sarà, concretamente, la nuova Banca Mondiale del Germoplasma Olivicolo?

Un vero e proprio archivio vivente dell’olivo, destinato non soltanto alla conservazione delle varietà, ma soprattutto alla ricerca scientifica. La collezione nasce infatti da un imponente lavoro di caratterizzazione molecolare condotto nell’ambito del progetto OMIBREED: sono stati analizzati oltre 10mila genotipi di olivo provenienti dai Paesi olivicoli di tutto il mondo, arrivando a individuarne più di 3mila geneticamente unici, provenienti da 32 nazioni.

A Montelovesco, si legge da altre pubblicazioni, la collezione si estende su circa 10 ettari. Sono già state messe a dimora, attraverso innesto, 454 cultivar geneticamente distinte provenienti da 27 Paesi; insieme agli oltre 400 genotipi di olivo selvatico e alle diverse sottospecie, il patrimonio della Domus Olear∑ supera complessivamente le 800 accessioni geneticamente uniche.

L’obiettivo è mettere questo enorme patrimonio genetico a disposizione della ricerca. Coltivare nello stesso luogo olivi provenienti da aree molto diverse del pianeta consentirà infatti agli studiosi di confrontarne il comportamento nelle medesime condizioni ambientali e di studiarne la risposta agli stress biotici e abiotici, anche in relazione ai cambiamenti climatici. La collezione costituirà inoltre una base per programmi di miglioramento genetico, breeding ed editing genomico.

A sancirne la dimensione internazionale è anche il riconoscimento della FAO, che ha assegnato alla Domus Olear∑ il codice identificativo ITA481. La struttura potrà così dialogare e scambiare materiale genetico con alcune delle principali banche del germoplasma olivicolo mondiali, comprese quelle di Cordoba, Marrakech e Izmir.

La responsabilità scientifica della collezione è affidata a Soraya Mousavi, mentre quella tecnica è di Roberto Mariotti, entrambi del CNR-IBBR. L’Azienda Agricola Silvano Di Murro ospita invece fisicamente la banca a Montelovesco e ne garantisce la gestione operativa secondo i protocolli stabiliti dal CNR.

Una scelta non casuale. L’azienda eugubina è da tempo impegnata nel recupero e nella tutela delle cultivar autoctone e delle varietà a rischio di scomparsa, tra cui Borgiona, Tonda Gentile, Coroncina, Raio e Limona.

Ma la Domus Olear∑ non sarà soltanto un luogo per ricercatori. Il progetto prevede anche una funzione didattica, divulgativa e turistica, con percorsi destinati a scuole, università, professionisti e visitatori. Una parte della collezione è stata organizzata proprio con finalità dimostrative e didattiche, mentre uno spazio denominato “Agorà” ospiterà accessioni particolarmente significative. L’obiettivo dichiarato è trasformare la visita all’oliveto in un viaggio attraverso la biodiversità mondiale dell’olivo.

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